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Questo blog è nato per accogliere contributi di amici e colleghi. Al nostro appello ha risposto Simona Pisanello di Itaca Comunicazione, con la quale condividiamo passione ed esperienza sul marketing del vino.
Comunicazione, packaging e advertising del vino in Italia
Il settore del vino in Italia – soprattutto quello delle aziende medio piccole – ha visto negli ultimi anni un crescente sviluppo e una maggior sensibilità verso gli investimenti. L’alto livello di frammentazione produttiva, il crescente ruolo nella distribuzione, le nuove tendenze nei comportamenti d’acquisto, la competizione internazionale e l’innovazione nei processi di confezionamento sono alcuni dei fattori che hanno contribuito a questo sviluppo.
Nonostante sia sempre più sentita l’esigenza di rivolgersi ad agenzie di professionisti per lo studio e la realizzazione di piani di comunicazione, è praticamente inesistente la necessità di fare ricerche di mercato su focus di consumatori: le informazioni sul gradimento del packaging e sulla comunicazione in generale vengono filtrate dalla forza vendita o dai retailer.
In questo senso il punto vendita (l’enoteca, il bar, il ristorante) è considerato il mezzo più strategico per la comunicazione, la promozione e la vendita del prodotto.
Packaging
Attraverso la bottiglia (contenitore principe nel mondo del vino di qualità) vengono veicolati dal produttore dei messaggi chiave che devono essere percepiti dal consumatore. A seconda dell’azienda e del tipo di posizionamento di prodotto i contenuti da comunicare dovrebbero essere:
- la provenienza geografica (il terroir e il vitigno)
- l’identità di marca
- la qualità del prodotto
- il rapporto prezzo/qualità
- la tradizione familiare
- la storia
Ma anche il colore del vetro, il peso e la forma della bottiglia sono elementi forti che aiutano a comporre un buon risultato finale.
In generale un buon lavoro di progettazione di un’etichetta oltre a non poter prescindere dai vincoli di informazione (disciplinari regionali inclusi) e di briefing, deve poter mostrare un’anima memorabile e riconoscibile e una longevità che vada al di là delle mode.
In questo senso è utile capire la storia del vino da vestire e quanto è il caso di rinnovarlo. Spesso è molto più complicato fare un restyling dolce ma accurato di una linea di prodotti che approcciare una creatività completamente nuova.
Una case history interessante in questo senso è il progetto della nuova linea di etichette per l’azienda Ca’Rugate, dove era fondamentale il rispetto di un mood e di un family style proprio dell’azienda che da anni era sul mercato con una certa immagine. In questo caso si è proceduto “per sottrazione” eliminando alcuni elementi barocchi e dando una linea più pulita all’etichetta (vedi immagine prima e dopo).
Sta diventando una abitudine di questo blogito ospitare interventi di nostri colleghi. Questa volta tocca a Michele Coletti, che come vedrete ha in corso profonde analisi sull’evoluzione della formazione.
In tempi difficili, molte aziende tagliano il budget della formazione mentre altre mandano in aula i propri dipendenti per dare un’iniezione di fiducia a prescindere dalle reali necessità.




