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Laura Ficari è il “prodotto” di un processo di creazione d’impresa assistito: ha frequentato più di un corso e si è cimentata con un business plan. Quando a estate già finita ha detto che voleva essere on line con un sito di e-commerce prima di Natale mi sono venuti i brividi. E invece eccola qua . C’è tutto: il prodotto, il branding, il sistema, la comunicazione: uno sforzo veramente notevole.
Il percorso di Laura si può vedere sul suo blog
Buon Lavoro Laura!
Questa pagina di Italia Oggi, ispirata dalla docenza del nostro collega Silvio Albini a Pavia sulle ricerche di mercato per l’estero, è un bell’esempio di dialogo tra sordi. Il resoconto dell’intervento di Silvio parla di ricerca “do-it-yourself”, notoriamente utilissima anche se non ha valenza statistica e comunque consigliabile e fattibile soprattutto in contesti di b2b. Il box a fianco parla praticamente solo di campioni significativi e ha in mente il mondo del largo consumo. Boccia i questionari on line perchè “uno su cento risponde”: se è in target non mi dispiace uno su cento, sono i costi delle società di ricerca che mi preoccupano quando lavoro con una microimpresa. Uno su cento è anche la percentuale di molti dei questionari tradizionali inviati per posta, preferisco quello on line che mi fa risparmiare carta, stampa e postalizzazione, oltre ad essere più ecosostenibile.
Insomma, la voce delle società di ricerche ci è sembrata un po’ arroccata sulla difensiva.
L’ho pensato da quando Axelle mi ha dato il suo nuovo biglietto da visita… che comunque non riesco a montare (probabilmente Axelle ha previsto un corso di preparazione all’origami) http://www.burstoid.com/2008/11/10/origami-business-cards
Il 50% delle imprese familiari non supera la prima generazione: i consulenti ne sanno qualcosa, trovandosi di solito tra l’incudine e il martello nei passaggi del testimone, a volte “tirando su” le nuove leve.
Quindi segnaliamo volentieri il convegno “Le imprese di famiglia. Imprenditori: è il momento di passare il testimone?”, promosso dal Gruppo Giovani di Confartigianato Milano e dal Comune di Meda, insieme all’associazione Cerif dell’Università Cattolica.
Si tiene il 21 novembre 2008, alle 18:00 a Meda (MI), ma ne sa di più Filippo Berto
UPDATE: è proprio tempo di convegni, ma questo è per i nostri colleghi consulenti: il 20 novembre ACTA-Rete delle Associazioni dei professionisti organizza insieme alla Provincia di Milano “I rapporti tra Pubblica Amministrazione e Professionisti Autonomi”. L’invito si scarica dal portale di ACTA.
Tanti anni fa (tanti, facciamo venti) in un corso sulla presa delle decisioni, avevo imparato per la prima volta a utilizzare le matrici multicriteriali.
In Bonucchi & Associati si usano un po’ per tutto, a suo tempo per decidere se mettere una libreria o una boiserie, poi per scegliere la nuova sede. Le proponiamo ai clienti per scegliere in quali aree geografiche investire per l’internazionalizzazione oppure per prendere l’ultima decisione su un nome di marca. Negli ultimi mesi hanno aiutato un Export Manager a scegliere tra diversi Master in Business Administration e un imprenditore (Andrea Trevisol di Ars) a prendere una decisione importante per un’assunzione.
Solitamente le impostiamo sulla lavagna a fogli mobili, oppure su un foglio di Excel… ma il sito che propone Luigi Mengato è meglio.
“Molto incuriosito vado a dare un’occhiata su http://www.dezidr.com/ e mi accorgo che si tratta sostanzialmente dell’applicazione della metodologia spiegata da Andrea Dallan“
Provate cliccando la funzione “New decision” e vedrete come potete non solo far funzionare una matrice multicriteriale, ma anche condividerla. L’unica perplessità per me è il fatto che si vedano i risultati mentre si formano, io preferisco vederli solo al termine, dopo l’attribuzione dei punteggi.
Assolutamente da provare!
Mi capita spesso, indifferentemente durante consulenza o formazione, di dare un’occhiata al mio Google Reader per ripescare uno spunto o mostrare una fonte interessante. Ogni volta noto che è necessario spiegare cosa è un reader, cosa significa Rss, aggregatore, feed, poi segnalando l’icona arancione qualcuno si illumina.
Rimane il fatto, però, che per gestire il monitoraggio delle fonti attraverso Internet la maggioranza delle persone utilizza ancora i Preferiti (senza comprenderli nei salvataggi dei dati e senza condividerli con i colleghi).
Mentre cercavo di sintetizzare qualcosa, ad uso di un paio di clienti, su questo argomento mi sono imbattuta in un post di Salvelli a proposito di una ricerca Forrester sull’uso degli RSS. Sebbene la ricerca sia stata effettuata negli USA mi sembra che dipinga perfettamente anche ciò che vedo io dal mio modesto osservatorio: l’icona arancione se ne sta lì sul sito e solo l’11% degli utenti la utilizza, il resto in gran parte non la comprende oppure la snobba.
Peccato, per me il passaggio da una home page personale molto artigianale a un feed reader ha rappresentato un discreto risparmio di tempo (e stress) nel monitoraggio delle fonti e l’integrazione in una pagina di netvibes ha permesso di recuperare anche link di siti che non hanno Rss. La pagina di netvibes sostituisce anche la postazione di lavoro quando si è in movimento, emulando un po’ foto e pupazzetti che molti tengono sul tavolo per personalizzare l’ambiente di lavoro. La possibilità di vedere se ci sono aggiornamenti dall’ultima visita evita di andare a zonzo per il web in maniera improduttiva e l’anteprima degli elementi permette un’ulteriore scrematura prima della lettura.
Piuttosto continuo a chiedermi se questa sia la soluzione più razionale, oppure se Digg o Delicious potrebbero migliorare il tutto, ma ci sto lavorando.
Update: ecco un post fresco fresco con una sintesi completa e accurata su cosa sono gli RSS e gli aggregatori
Quando scrivo questi titoli poi mi ricordo sempre che al motore di ricerca non piacciono… e dopo un po’ decido che non scrivo per il motore (che comunque non mi considera nemmeno di striscio).
Veniamo a noi. Cominciavo a preoccuparmi per la discussione sul fatto che i blog siano morti (vedi Wired e Apogeo), non tanto perchè ne fossi convinta quanto perchè già mi immaginavo in prossime riunioni con di fronte qualche interlocutore molto scettico sull’opportunità di integrare un blog con il sito aziendale.
Apprezzo alcuni aspetti del social networking (solo alcuni, per intenderci amo Linkedin ma ho l’impressione che Facebook non faccia per me) mentre fatico a capire le applicazioni in azienda di Twitter, cominciavo a chiedermi se non fosse semplicemente una questione legata alla mia età.
Ma questo aggiornamento di Marketing Charts (che certamente da Twitter avrebbe potuto essere annunciato ma non descritto) mi ha risollevato. “Blogs Influence Consumer Purchases More than Social Networks” descrive bene l’influenza dei blog sul processo d’acquisto e snocciola un po’ di dati interessanti, del tipo:
- 40% of blog readers have taken action as a result of viewing an ad on a blog; 50% of frequent blog readers say so.
- Top activities include the following: read product reviews online (17%); sought out more info on a product or service (16%); visited a manufacturer or retailer website (16%).
Un po’ di rumore in meno sul “fenomeno” blog e un po’ di assestamento non ci faranno comunque male.
Chi mi conosce sa che personalmente ho una certa avversione per le fiere. Ma è un sentimento irrazionale che cerco di temperare: probabilmente deriva da choc subiti in giovinezza nel cambio tra le fiere del settore cosmetico e quelle del giocattolo e del regalo, o forse mi urta il fatto che le fiere tendano a monopolizzare molti budget di comunicazione nel business to business.
Per una specie di bizzarra nemesi, però, da almeno dieci anni mi viene chiesto di tenere seminari su come ottimizzare la partecipazione alle fiere internazionali: domani succederà in Associazione Industriale Bresciana (per i quali Bonucchi & Associati è consulente convenzionato per il marketing internazionale), il mio intervento chiuderà l’incontro.
L’internazionalizzazione delle PMI: gli strumenti per affrontare i primi passi: usufruire del supporto dell’Ice e partecipare efficacemente alle fiere all’estero
Dopo l’incontro pubblicheremo su questo blog una sintesi dei materiali. Intanto vi segnalo un paio di fonti 2.0 molto interessanti: http://marketingfieristico.libero.it/ e http://39marketingoperativo.wordpress.com/2008/02/05/come-organizzare-la-partecipazione-ad-una-fiera/.
Ritorna il nostro programma per la formazione, l’aggiornamento e la condivisione in azienda. Come funziona? Ogni addetto presenta una proposta di formazione, riferita a se stesso, descrivendo bene le competenze che vuole acquisire e come, calcolando le attività e i costi correlati. Condizioni per l’approvazione del programma sono la fattibilità, la coerenza con gli obiettivi di formazione della struttura alla quale appartiene l’addetto, ma soprattutto il fatto che sia già prevista la condivisione delle conoscenze e delle informazioni acquisite.
In pratica chi si vede approvato un programma che prevede la frequenza a un corso oppure la partecipazione a un seminario, si impegna a disseminare i contenuti.
“Impara l’arte e NON metterla da parte” funziona da noi ormai dal 2000 ed è stato esteso presso alcuni dei nostri clienti. Se vuoi saperne di più contattaci a: staff@bonucchi.com.
Mattina presto, solito giro su Google Reader per tentare di non affogare nell’information overload (più bello scrivere così che quello che realmente mi viene in mente)… mi cade l’occhio su questo post di Blogimprenditori: “Dove sono finiti i consulenti? “. Non posso non leggerlo! L’articolo in realtà si chiede dove siano finiti i “buoni vecchi consulenti aziendali che rendevano la vita più facile agli imprenditori ed alle imprese” ma intende i commerciali delle società di servizi che nel momento pre-vendita davano assistenza professionale ai decisori. Li chiama consulenti aziendali e mi ha fatto venire in mente anche l’aspirante imprenditrice che in Camera di Commercio a Verona continuava a presentarsi come ex-consulente aziendale e che ho capito, dopo 5 domande dirette, che aveva venduto per anni contratti telefonici ad aziende e privati.
Siamo chiari, non ho niente contro i commerciali delle società di servizi, soprattutto quando sono bravi… sono solo preoccupata perchè ho l’impressione che i consulenti, chiamiamoli consulenti di direzione per capirci, abbiano fatto la fine dei professionisti delle Relazioni Pubbliche. A questi ultimi i promoter delle discoteche hanno scippato il nome PR… a noi l’hanno preso i venditori di contratti telefonici.
Avvertenze: stava al mondo dei consulenti di direzione lavorare per la protezione del significato del nome e i cambiamenti lessicali rappresentano quasi sempre cambiamenti reali.
Che bello fare nuovi clienti… un po’ di movimento, di novità.
Le prossime 14 settimane saranno di fuoco, come sempre, quando si torna dalle ferie e ci si accorge che “domani è Natale”. E al ritorno dalle ferie arrivano anche i nuovi clienti, come se si lavorasse con l’anno scolastico.
Cominciamo da una acquisizione veramente interessante: Azienda Agricola Cantrina, che conoscevamo dai tempi di un progetto di formazione sul marketing del vino organizzato dalla Provincia di Brescia, ha chiesto un intervento consultivo per una valutazione delle attuali politiche di marketing e la definizione di nuove strategie di mercato.
Al lavoro!
Dopo un anno di lavoro insieme all’Azienda (noto produttore di mostarde e confetture) e a Gag, finalmente il nuovo sito di Le Tamerici srl è on line. E’ stato un percorso accidentato ma interessante e produttivo, anche perchè ogni dubbio sul web era in realtà una decisione da prendere in termini di marketing.
Il vecchio sito era stato una pietra miliare nella vita aziendale, ma non rispondeva più alle esigenze di un’impresa che, seppure di dimensioni limitate, è un vulcano in termini di attività e realizzazioni. Le Tamerici, quindi, aveva bisogno di una presenza on line più flessibile, dinamica, che facesse da snodo alle mille iniziative, nuovi prodotti, agli eventi e ai corsi di cucina che si tengono negli spazi di S. Biagio.
Il nuovo sito ha una grafica essenziale, contenuti molto articolati, destinati sia ai potenziali consumatori sia agli operatori professionali, ma in sezioni nettamente distinte ed è dotato di un corporate blog dal quale ci aspettiamo molto.
Come sempre, si va on line con molti lavori in corso, ma il dado è tratto: ora sta a noi, che lavoriamo in particolare sull’utilizzo del sito in chiave web marketing e sui contenuti, animarlo a dovere.
Di ritorno da una trasferta in Mongolia, mi sento chiedere da tutti: “Ma cosa ci sei andata a fare a Ulan Bator?!” e leggo negli occhi un po’ di scetticismo nel momento in cui cerco di specificare che era per lavoro e non per vacanza.
In Mongolia ci sono meno di 3 milioni di abitanti (ma 30 milioni di capi di bestiame) in un territorio sterminato. Formaper, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano, insieme alla Camera di Commercio di Lubiana e con la collaborazione del Dipartimento di Economia Sostenibile della LIUC ha lanciato un progetto di turismo sostenibile. Noi, in particolare, ci siamo occupati della formazione degli addetti ed esperti che lavoreranno in un incubatore d’impresa a sostegno dell’iniziativa e della consulenza sull’impostazione delle attività a sostegno della creazione d’impresa.
La situazione d’aula, come al solito, era discretamente complessa (eufemismo): oltre ai responsabili degli uffici del turismo di ogni regione della Mongolia (”aimag”) erano presenti i loro omologhi della Mongolia Interna (regione autonoma della Repubblica Popolare Cinese). I secondi si esprimevano in un buon inglese, i primi dipendevano in parte da una traduzione. La discussione tra i due gruppi oscillava dall’inglese al cinese di base e ogni tanto veniva sovrastata dal cinguettio della lingua mongola…
Qualche difficoltà nelle esercitazioni (volevano sempre sapere “chi ha vinto”… anche nelle attività con soluzioni aperte) e nella definizione di turismo sostenibile, nella distinzione dal turismo convenzionale (mainstream).
Per il resto è stato pesante ma di grande soddisfazione… ora occorre un periodo di disintossicazione dalla vodka, assolutamente necessaria per sopravvivere dopo gli assaggi di latte di cavalla fermentato.
Se al ritorno dalle ferie state facendo i classici buoni propositi, aggiornamento compreso, ecco un po’ di cibo per la mente: la Business School di Grenoble organizza “Managing Innovation” il 24-25-26 settembre 2008. Il corso di gestione dell’Innovazione, in inglese, ha un approccio operativo, permette ai partecipanti di confrontarsi con le migliori esperienze internazionali e si tiene a Grenoble, polo di eccellenza scientifica (ma anche cittadina interessante).
Sul sito del nostro collega Michele Coletti (che figura tra i docenti del corso), ci sono informazioni più approfondite.
PS: fonti accreditate assicurano che solo iscrivendosi attraverso Coletti è possibile ottenere uno sconto di 200,00 euro.
Questo post sulle strategie in tempo di crisi è così bello.. che non sembra nemmeno scritto da un commercialista. Molto adatto alle micro-imprese, mi ha fatto venire voglia di rispolverare un mio vecchio articolo uscito su Brescia Futuro nel 2004. Integrerei volentieri un punto con quelli contenuti nel post citato sopra: sfruttare la crisi per imparare a lavorare con strumenti nuovi e alternativi, soprattutto quelli di web marketing.
Fare consulenza di web marketing in Siria sembra un episodio della serie “Come complicarsi la vita”, ma a noi piacciono le sfide.
In aprile abbiamo progettato e svolto tre edizioni del corso di web marketing per conto di Formaper a Damasco, Homs e Aleppo; è seguito un primo ciclo di consulenze a Damasco e ora sono reduce dalla consulenza ad Aleppo.
La prima sensazione è di completa polarizzazione della preparazione sia degli addetti in azienda sia dei consulenti locali: ti può capitare la persona con inglese professionale che ha letto le stesse cose che hai letto tu, ha metriche precise, si pone problemi di SEO, dubbi di email marketing, anche qualche preoccupazione di internet reputation; ha gli stessi riferimenti e con la quale ovviamente ci si confronta e si lavora ai massimi livelli professionali, oppure l’azienda che non ha un addetto che parli un inglese professionale accettabile e definisce webmaster un grafico improvvisato. Nel mezzo non c’è nulla, la normalità non si è vista.
Non sono ancora riuscita a identificare un elemento che accomuni gli apprtenenti all’uno o all’altro gruppo: non è la dimensione aziendale e nemmeno il settore.
Detto questo, possiamo dire di aver fatto un gran lavoro: visto 9 aziende, prodotto analisi e valutazioni degli attuali siti, diffuso metodi per il monitoraggio della concorrenza sul web, per il miglioramento dei contenuti. Vedremo tra qualche mese quali tra queste imprese rinnoveranno la loro presenza sul web. Read the rest of this entry »
Solitamente non posto commenti al volo, dato che questo non è un vero e proprio blog, bensì un blog(s)ito (si pronuncia bloghito).
Oggi però è d’obbligo: ho 6 ore da aspettare in aeroporto a Istanbul, non ho accettato l’invito del compagno di volo da Ankara (forse ho sbagliato, era molto carino), cosa faccio, mi sparo un Daily Tariff di Vodafone? Sorpresa! in aeroporto ci sono due reti wireless disponibili, come si dice qui “bedava”, ovvero gratis.
Ho condiviso la scoperta con un signore cinese che mi ha ringraziato con una mela…
Lunedì tornerò in me pubblicherò un riassunto dell’esperienza turca
-La lavagna che stampa ciò che ci scrivi sopra esisteva già negli anni 90 ma non si è diffusa, ne rimangono poche superstiti (l’ultima volta l’ho vista in Panasonic EW ed era una Panasonic…)
- la Mimio (che invia ciò che scrivi direttamente a un computer) non l’ho mai vista dal vivo
- da un po’ stiamo sperimentando l’uso del tablet collegato al videoproiettore
- mi aveva affascinato molto anche questa applicazione…
… ma il Papershow, appena esce a settembre, arriverà certamente in Bonucchi & associati ( e ci piace perchè lo si può adottare autonomamente, cioè non richiede la collaborazione della struttura che eventualmente ti ospita, lo porti tu insieme al tuo computer)
Trovate qui tutte le informazioni: http://www.survivingmeetings.com/it/
Buone Presentazioni!
PS: molto azzeccata la campagna di lancio, come fanno notare su Conversazioni Marketing
Vi ricordate il post su Mike Bongiorno? Devo dire che aveva ragione lui, mi ha un po’ preso per il naso, simpaticamente. Dopo avermi tolto il sonno finalmente mi ha svelato le recondite strategie del mailing che mi aveva raggiunto, snocciolando i dati sulla redemption dell’operazione.
I risultati sono indubbiamente strabilianti. Adesso cerco di non pensare alle ragioni che hanno portato il 14,7% dei professionisti di Marketing and Communication a partecipare al quiz on line e in quale momento della loro giornata metà di loro sia tornata a giocare. Cerco di stare serena, non mi faccio troppe domande sui passatempi della mia categoria: dal punto di vista del Direct Marketing ho capito, ma ora ho bisogno dell’opinione di uno psicologo…
Scrivo velocemente dalla Turchia, anche perchè devo ancora riprendermi. Stiamo formando (per conto di Formaper) gli addetti di alcuni incubatori d’impresa in corso di apertura in varie zone della Turchia, durante il corso dimostrativo per aspiranti imprenditrici sono arrivati anche alcuni uomini: padri e mariti, non solo hanno accompagnato le donne, ma addirittura in alcuni casi le hanno sostituite.
Quanta strada ancora da fare….
Ieri sera ero invitata al compleanno di Itaca Comunicazione. Con Simona Pisanello (nella foto), oltre all’amicizia, condividiamo l’esperienza di un libro per Assoservizi. La sua agenzia compie dieci anni e mi sembra veramente in ottima forma. Oltre all’evento mi è piaciuta la loro brochure: si sono inventati una vera e propria rivista (Itaca, il primo settimanale italiano che non esce tutte le settimane), però inesistente, con oroscopo e cruciverba dedicato. Anche le pagine pubblicitarie si riferiscono all’agenzia (c’è l’acqua della Fonte Itaca, Itacoop e Itacaffè…).
Auguri a Simona e tutto lo staff di Itaca Comunicazione.
PS: le magliette sono bellissime, ma non adatte a donne imprenditrici DI PESO!
Prima di continuare con alcuni appunti sul marketing dei professionisti (e sui servizi per consulenti del lavoro, avvocati e commercialisti) approfitto di un bel post di Claudia Ferrari su MarketingArena. Innestandosi su una discussione sull’utilità o meno delle 4P (nella quale al momento non entro), Claudia mette in evidenza le difficoltà di applicazione di alcuni strumenti di gestione al mondo dei servizi.
Penso che al proposito ci sia una lettura obbligatoria, sebbene datata, per chi sta per aprire un’impresa nel terziario avanzato oppure decide di migliorare l’approccio al marketing di una esistente: si tratta di GESTIRE PERSONE E IDEE NEL TERZIARIO AVANZATO, a cura di Gianfranco Piantoni e Severino Salvemini, Milano, EGEA, 1991. Con il sottotitolo di “quando i professionisti diventano impresa”, i vari autori con una certa crudeltà mettono l’accento sulle insufficienze di managerialità, marketing, organizzazione e controllo di gestione delle strutture originate da professionisti.
All’inizio fa un po’ male, ma conviene leggerlo.
Tra colleghi non si ha mai tempo per vedersi, forse ci si incrocia tra un’aula e l’altra, ma ultimamente ho avuto fortuna: ieri ho fatto il viaggio di ritorno da Cremona con Ezio Casavola e oggi ho convinto Raffaella Losito, incontrata alla sede Formaper di Monza a cambiare treno e salire con me sul Fogazzaro (in questo momento 15 minuti di ritardo). Read the rest of this entry »
Sono reduce da un paio di settimane infarcite di programmi per il sostegno alla creazione d’impresa, in pratica ho visto una quantità industriale di aspiranti imprenditrici e ho cercato di passare loro le basi per stendere un business plan e la relativa ricerca di mercato.
Ieri, cercando di recuperare un po’ del consueto monitoraggio blog, sono incappata in un bel post su Conversazioni Marketing, che riprendeva da Loïc Le Meur. Ho iniziato a scorrere il decalogo:
Vi sembrerà scontato che l’olio e l’acqua di rose ottenute dalla rosa damascena vengano da Damasco. Invece da secoli questa coltivazione e la lavorazione dei petali avviene prevalentemente in Turchia e Bulgaria. Biocham, l’azienda creata da Roula Ali-Adeeb (una imprenditrice siriana), inizia da quest’anno a produrre olio e acqua di rosa damascena.
Con lei e con la collaborazione di un’agenzia siriana di supporto alle imprese (SEBC) stiamo lavorando a un piano di marketing per la valorizzazione di questi prodotti in Europa. Il progetto rientra nella nostra collaborazione con l’area Relazioni Internazionali del Formaper .
Contattateci se volete saperne di più.
Uno dei punti di debolezza dell’export alimentare italiano è sempre stato identificato nella mancanza di catene di distribuzione italiane che colonizzino nuovi mercati portando con sè i fornitori. Lunedì sera ho assistito alla presentazione del progetto “Piazza Italia” (per conto del nostro cliente Le Tamerici). A Pechino sono quasi pronti tre piani di agroalimentare italiano, in vendita e somministrazione, che sono stati illustrati con dovizia di particolari. Piazza Italia dovrebbe aprire in concomitanza con le Olimpiadi. Le cose più interessanti:
- partnership attivate per l’operazione (Grana Padano, Cavit, Boscolo Etoile, Conserve Italia; Consorzio S. Daniele, Frantoi Artigiani d’Italia e SIMEST) e struttura finanziaria di tutto il progetto
- respiro del progetto: dopo i 3600 metri quadri del CBD a Pechino sono previste altre tre realizzazioni, ma anche punti in franchising, shop-in-the-shop e cash&carry
-servizi per i fornitori non ancora presenti in Cina (autorizzazioni, etichette e logistica)
PS: frequento poco il mondo della distribuzione e non ho potuto fare a meno di notare che tra i circa 200 partecipanti la percentuale di donne era intorno al 7%
Stiamo rivedendo tutti i materiali didattici sul business plan per la creazione d’impresa e i relativi strumenti di consulenza. E’ un argomento che trattiamo da tanti anni (troppi?) e sappiamo che periodicamente bisogna gettare via tutto e confrontarsi con gli altri.
Mi interessa molto la sintesi che trovate qui (nel blog di Gianluca Dettori) sulle motivazioni degli investitori, che sono tranquillamente trasferibili ai fattori analizzati da chi legge professionalmente un business plan e da chi lo valuta.
E mi piace tanto questa frase:
1) Innanzitutto le persone. Chi è l’imprenditore o il team? Quanto sono motivati? Saranno in grado di gestire l’azienda? E’ una banalità (ma forse no): le aziende sono fatte essenzialmente di persone. E particolarmente all’inizio le poche persone chiave, sono l’elemento determinante in ultima analisi per successo di qualunque iniziativa.
Sono d’accordo: sembra banale ma lo dimentichiamo troppo spesso.
Ne avevano parlato qui:
adesso Mike Bongiorno è riapparso nella mia cassettina della posta, nella foto sembra che abbia la bocca truccata e mi dice “Ma cosa fa, dorme? Sono un sacco di giorni che l’aspetto in studio…”. Per chi non l’avesse ricevuto è il messaggio promozionale relativo a www.posteingioco.it Read the rest of this entry »
… nessuna conversione, non preoccupatevi. Sulla strada da Damasco verso Homs dopo qualche tentativo di comunicare con l’autista che parla solo arabo, mi sono dedicata alla revisione degli appunti presi durante la visita studio degli allievi Formaper indiani. Read the rest of this entry »





