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Ancora qualche giorno di raccolta best practice di marketing internazionale, da lunedì 30/08 riapre l’ufficio.

Ogni tanto, diciamo ogni dieci anni circa, ci portiamo a casa un po’ di visibilità su Sole 24 ore, se avessimo un ufficio stampa potremmo anche chiedere di focalizzare di più sulle nostre competenze distintive e sulle effettive specializzazioni,  ma una piccola botta di autostima non fa male.

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-07-07/posto-trova-twitter-083705.shtml?uuid=AYaH1j5B

Disclaimer: non siamo l’ufficio stampa di Simone Lovati, ma la foto della sua scrivania, che ci ha prestato da mettere in presentazione, piace sempre tanto.

L’altra domenica mattina, in una deliziosa pasticceria sul lago di Garda, incontro per caso una conoscente che mi dice “Ho pensato a te mentre parlavo con un’azienda, non avevo i tuoi riferimenti, ma cercano una persona come te”.

Forse c’è stato un piccolo ma piacevole fraintendimento, perchè ho preso contatto e ho capito che non si tratta di una necessità di consulenza, bensì di una posizione da dipendente. Io non ho più il fisico per queste cose, ma l’offerta è così interessante che è meglio diffonderla:

- azienda: con base italiana nel Nordest e sedi in tutto il mondo, si occupa di prodotti che combinano tecnologia  e design, 700 dipendenti e 130 mio di fatturato

- posizione: responsabile del marketing operativo worldwide, ufficio di nuova costituzione con 6/7 addetti a disposizione. l’ufficio ovviamente si occupa anche della presenza sul web, dell’ascolto e della conversazione sui social media

- richiesta: esperienza 5/6 anni, anche in agenzia di comunicazione, autonomia, tedesco e inglese (sul serio, mica per finta, eh)

- inquadramento: quadro

- contratto: lavoro subordinato a tempo indeterminato

- che fare: inviare cv o chiedere ulteriori informazioni a staff@bonucchi.com

Ah, che voglia di avere due vite e andare a fare un colloquio, quasi quasi…

Faccio sempre una fatica incredibile (con colleghi, amici, clienti) a spiegare come e perchè le quote sono ormai una necessità: Paola Bonomo ha scritto oggi un post illuminante e molto chiaro sull’argomento

(…) Un forcing device, sia pure come misura temporanea. Una ventina o trentina d’anni di affirmative action, azione positiva per le donne nei CdA. Ebbene sì, le quote. Per una generazione o giù di lì. A questo, e a nient’altro, servono le quote. A cambiare le teste. (…)

Giornate molto pensierose nella Grande Mela, sarà che ieri pioveva fortissimo e sembrava che la terrazza dell’Hudson Hotel dovesse allagarsi da un momento all’altro. I pensieri riguardano:

  • non c’è un modo più integrato e coordinato di fare promozione all’estero? L’iniziativa alla quale prendo parte sta andando discretamente, ma parlando con gli operatori si ha l’impressione che ogni giorno ci sia una iniziativa diversa e i vari soggetti (aziende, istituzioni, servizi) si muovano più in sovrapposizione che facendo squadra. Ho fatto una domanda al Console a questo proposito e ha sospirato profondamente. Magari era solo perchè era sofferente per un incidente di sci (aveva un tutore a una gamba). La mia impressione: ampi spazi di miglioramento (cit.).
  • come può sopravvivere una realtà come l’Hudson Hotel? La mia mente bacata da anni di marketing si chiede perchè degli ospiti dovrebbero sottoporsi alla sofferenza di non vedere la luce per ore (l’hotel è volutamente buio, ma tanto buio), essere trattati male dal personale scorbutico (poveretti, non vedono mail la luce!), dormire in camere/loculi con bagni striminziti, pagare comunque molto e non avere un frigobar in camera, bensì una guest canteen (chiamano così delle macchinette distributrici di merendine). Lo so che il marketing non è più quello di una volta. Ribadisco: ampi spazi di miglioramento, ma veramente molto ampi
  • ieri sera siamo state da Clo, una specie di wine bar dove con apposite card ci si mesce autonomamente vino al bicchiere e poi si studiano le schede grazie al tavolo/touchscreen. Idea simpatica, formaggi e salumi molto banali, unica originalità qualche pezzetto di carta proveniente dall’involucro del prosciutto, ovviamente trasportato già affettato. Ancora una volta: ampi spazi di miglioramento

Stiamo dando una mano a Tonucci & Partners Padova sul fronte del marketing (il legal marketing non è uno scherzo, eh). Organizzano un evento il 23 aprile sugli aspetti legali delle energie rinnovabili nell’ambito del Sep (trovate tutto qui www.lawrenewablenergy.com/).

Nei giorni più cupi della nube per un attimo si sono anche chiesti se annullare, temendo che i relatori potessero non arrivare, poi la saggezza ha prevalso: nel caso esiste anche la videoconferenza. Chissà che questo momento di difficoltà non porti almeno come effetto positivo più spostamento di dati e meno di persone. Ne parlavamo ieri sera con Alebegoli, ma vedo che la pensa così anche Venturini.

Update 23/04/10: siamo a Padova, pasticciamo un po’ con Ustream e FriendFeed  (http://www.ustream.tv/bonukkiani-videos.rss )

Una nostra vecchia conoscenza terrà l’Apco Tools di aprile: a Milano, il 26 aprile (dalle 18,30 alle 20,30) Gianluca Gambirasio ci proporrà tecniche e strumenti per ottenere più risultati in meno tempo.
Il time management per me è un tormentone eterno, ogni tanto faccio anche docenza su questo argomento, ma stavolta vado come allievo, che è meglio. Gianluca preparati che il mio è un caso complicato.

Nel dubbio mimosa no – mimosa sì (che noia!) me la cavo così, con l’articolo uscito sul numero di Marzo 2010 di Harvard Business Review. Contiene alcuni pensieri su come i consulenti possono portare la cultura della diversity nelle PMI. Ecco il mio contributo sull’approccio alla diversity dal punto di vista della consulenza di management:

Consulenti, PMI e Diversity

La prima volta che sono uscita da un mondo omogeneo e fatto di uguali è stato nel 1977. Come tutte le brave ragazze dell’epoca sono andata a imparare l’inglese a Londa. La gente in metropolitana mi dava una leggera ebbrezza per la sua varietà e dopo qualche mese tornare a casa e camminare sotto i portici a Modena mi provocava uno strano effetto: tutti mi sembravano uguali, colori uguali, vestiti uguali, pettinati uguali, sguardi uguali. (Continua a leggere a pagina III di Meta – Rivista dei consulenti di management)

Per un approccio più preciso e incisivo leggete l’ottimo post di Paola Bonomo: Il diverso, livore e disprezzo.

Lunedì sera ho inaugurato il format Apco Tools: ho parlato di social network e blog per i consulenti di direzione.

Mi è piaciuto praticamente tutto, i partecipanti, le domande, l’agnizione finale dall’on line all’off line con Simone Lovati, mi è solo spiaciuto dover utilizzare una presentazione tradizionale. Del resto avevamo solo due ore e temevo una platea molto variegata, quindi ho preferito non sperimentare troppo.

Mentre ripenso a questo, cercando di orientarmi nella recente baraonda dei sistemi di condivisione tra un salto su FriendFeed e uno su GBuzz torno sul mio fido Google Reader e  vedo una bella presentazione di Alessandra Farabegoli proprio sul public speaking: sono d’accordo con tutto tranne sul veto agli elenchi puntati. Proprio vicino appare la presentazione di Luigi Mengato su “domare le email” , dove gli elenchi puntati ci stanno, pochi e lievi, proprio dove devono essere: magia del feed reader.

In diretta da Parma: Beatrice Badalotti è appena stata proclamata Dottore in Giornalismo e Cultura Editoriale, 110 e la Commissione ha ritenuto di conferirle la lode.

Che bello vedere un percorso accademico perfetto concludersi così: bella tesi sull’informazione enogastronomica, bella relazione sul caso de Le Tamerici.

Bonucchi e associati ha fatto da correlatore, con molto orgoglio.

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