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Mi capita spesso, indifferentemente durante consulenza o formazione, di dare un’occhiata al mio Google Reader per ripescare uno spunto o mostrare una fonte interessante. Ogni volta noto che è necessario spiegare cosa è un reader, cosa significa Rss, aggregatore, feed, poi segnalando l’icona arancione qualcuno si illumina.

Rimane il fatto, però, che per gestire il monitoraggio delle fonti attraverso Internet la maggioranza delle persone utilizza ancora i Preferiti (senza comprenderli nei salvataggi dei dati e senza condividerli con i colleghi).

Mentre cercavo di sintetizzare qualcosa, ad uso di un paio di clienti, su questo argomento mi sono imbattuta in un post di Salvelli a proposito di una ricerca Forrester sull’uso degli RSS. Sebbene la ricerca sia stata effettuata negli USA mi sembra che dipinga perfettamente anche ciò che vedo io dal mio modesto osservatorio: l’icona arancione se ne sta lì sul sito e solo l’11% degli utenti la utilizza, il resto in gran parte non la comprende oppure la snobba.

Peccato, per me il passaggio da una home page personale molto artigianale a un feed reader ha rappresentato un discreto risparmio di tempo (e stress) nel monitoraggio delle fonti e l’integrazione in una pagina di netvibes ha permesso di recuperare anche link di siti che non hanno Rss. La pagina di netvibes sostituisce anche la postazione di lavoro quando si è in movimento, emulando un po’ foto e pupazzetti che molti tengono sul tavolo per personalizzare l’ambiente di lavoro. La possibilità di vedere se ci sono aggiornamenti dall’ultima visita evita di andare a zonzo per il web in maniera improduttiva e l’anteprima degli elementi permette un’ulteriore scrematura prima della lettura.

Piuttosto continuo a chiedermi se questa sia la soluzione più razionale, oppure se Digg o Delicious potrebbero migliorare il tutto, ma ci sto lavorando.

Update: ecco un post fresco fresco con una sintesi completa e accurata su cosa sono gli RSS e gli aggregatori

Quando scrivo questi titoli poi mi ricordo sempre che al motore di ricerca non piacciono… e dopo un po’ decido che non scrivo per il motore (che comunque non mi considera nemmeno di striscio).

Veniamo a noi. Cominciavo a preoccuparmi per la discussione sul fatto che i blog siano morti (vedi Wired e Apogeo), non tanto perchè ne fossi convinta quanto perchè già mi immaginavo in prossime riunioni con di fronte qualche interlocutore molto scettico sull’opportunità di integrare un blog con il sito aziendale.

Apprezzo alcuni aspetti del social networking (solo alcuni, per intenderci amo Linkedin ma ho l’impressione che Facebook non faccia per me) mentre fatico a capire le applicazioni in azienda di Twitter, cominciavo a chiedermi se non fosse semplicemente una questione legata alla mia età.

Ma questo aggiornamento di Marketing Charts (che certamente da Twitter avrebbe potuto essere annunciato ma non descritto) mi ha risollevato. “Blogs Influence Consumer Purchases More than Social Networks” descrive bene l’influenza dei blog sul processo d’acquisto e snocciola un po’ di dati interessanti, del tipo:

  • 40% of blog readers have taken action as a result of viewing an ad on a blog; 50% of frequent blog readers say so.
  • Top activities include the following: read product reviews online (17%); sought out more info on a product or service (16%); visited a manufacturer or retailer website (16%).

Un po’ di rumore in meno sul “fenomeno” blog e un po’ di assestamento non ci faranno comunque male.

Questo post sulle strategie in tempo di crisi è così bello.. che non sembra nemmeno scritto da un commercialista. Molto adatto alle micro-imprese, mi ha fatto venire voglia  di rispolverare un mio  vecchio articolo uscito su Brescia Futuro nel 2004. Integrerei volentieri un punto con quelli contenuti nel post citato sopra: sfruttare la crisi per imparare a lavorare con strumenti nuovi e alternativi, soprattutto quelli di web marketing.

Fare consulenza di web marketing in Siria sembra un episodio della serie “Come complicarsi la vita”, ma a noi piacciono le sfide.
In aprile abbiamo progettato e svolto tre edizioni del corso di web marketing per conto di Formaper a Damasco, Homs e Aleppo; è seguito un primo ciclo di consulenze a Damasco e ora sono reduce dalla consulenza ad Aleppo.
La prima sensazione è di completa polarizzazione della preparazione sia degli addetti in azienda sia dei consulenti locali: ti può capitare la persona con inglese professionale che ha letto le stesse cose che hai letto tu, ha metriche precise, si pone problemi di SEO, dubbi di email marketing, anche qualche preoccupazione di internet reputation; ha gli stessi riferimenti e con la quale ovviamente ci si confronta e si lavora ai massimi livelli professionali, oppure l’azienda che non ha un addetto che parli un inglese professionale accettabile e definisce webmaster un grafico improvvisato. Nel mezzo non c’è nulla, la normalità non si è vista.
Non sono ancora riuscita a identificare un elemento che accomuni gli apprtenenti all’uno o all’altro gruppo: non è la dimensione aziendale e nemmeno il settore.
Detto questo, possiamo dire di aver fatto un gran lavoro: visto 9 aziende, prodotto analisi e valutazioni degli attuali siti, diffuso metodi per il monitoraggio della concorrenza sul web, per il miglioramento dei contenuti. Vedremo tra qualche mese  quali tra queste imprese rinnoveranno la loro presenza sul web. Read the rest of this entry »

La scorsa settimana, per conto di Formaper, Azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, abbiamo concluso un intervento di formazione formatori per l’apertura di incubatori d’impresa femminile in Turchia. E’ un intervento all’interno del progetto EuropeAid/124088/D/SV/TR/3 ”Technical Assistance for Development of Incubation Centres for Supporting Women Entrepreneurship”.
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Solitamente non posto commenti al volo, dato che questo non è un vero e proprio blog, bensì un blog(s)ito (si pronuncia bloghito).

Oggi però è d’obbligo: ho 6 ore da aspettare in aeroporto a Istanbul, non ho accettato l’invito del compagno di volo da Ankara (forse ho sbagliato, era molto carino), cosa faccio, mi sparo un Daily Tariff di Vodafone? Sorpresa! in aeroporto ci sono due reti wireless disponibili, come si dice qui “bedava”, ovvero gratis.

Ho condiviso la scoperta con un signore cinese che mi ha ringraziato con una mela…

Lunedì tornerò in me pubblicherò un riassunto dell’esperienza turca

Vi ricordate il post su Mike Bongiorno? Devo dire che aveva ragione lui, mi ha un po’ preso per il naso, simpaticamente. Dopo avermi tolto il sonno finalmente mi ha svelato le recondite strategie del mailing che mi aveva raggiunto, snocciolando i dati sulla redemption dell’operazione.

I risultati sono indubbiamente strabilianti. Adesso cerco di non pensare alle ragioni che hanno portato il 14,7% dei professionisti di Marketing and Communication a partecipare al quiz on line e in quale momento della loro giornata metà di loro sia tornata a giocare. Cerco di stare serena, non mi faccio troppe domande sui passatempi della mia categoria: dal punto di vista del Direct Marketing ho capito, ma ora ho bisogno dell’opinione di uno psicologo…

Scrivo velocemente dalla Turchia, anche perchè devo ancora riprendermi. Stiamo formando (per conto di Formaper) gli addetti di alcuni incubatori d’impresa in corso di apertura in varie zone della Turchia, durante il corso dimostrativo per aspiranti imprenditrici sono arrivati anche alcuni uomini: padri e mariti, non solo hanno accompagnato le donne, ma addirittura in alcuni casi le hanno sostituite.

Quanta strada ancora da fare….

Simona PisanelloIeri sera ero invitata al compleanno di Itaca Comunicazione. Con Simona Pisanello (nella foto), oltre all’amicizia, condividiamo l’esperienza di un libro per Assoservizi. La sua agenzia compie dieci anni e mi sembra veramente in ottima forma. Oltre all’evento mi è piaciuta la loro brochure: si sono inventati una vera e propria rivista (Itaca, il primo settimanale italiano che non esce tutte le settimane), però inesistente, con oroscopo e cruciverba dedicato. Anche le pagine pubblicitarie si riferiscono all’agenzia (c’è l’acqua della Fonte Itaca, Itacoop e Itacaffè…).

Auguri a Simona e tutto lo staff di Itaca Comunicazione.

PS: le magliette sono bellissime, ma non adatte a donne imprenditrici DI PESO!

Uno dei punti di debolezza dell’export alimentare italiano è sempre stato identificato nella mancanza di catene di distribuzione italiane che colonizzino nuovi mercati portando con sè i fornitori. Lunedì sera ho assistito alla presentazione del progetto “Piazza Italia” (per conto del nostro cliente Le Tamerici). A Pechino sono quasi pronti tre piani di agroalimentare italiano, in vendita e somministrazione, che sono stati illustrati con dovizia di particolari. Piazza Italia dovrebbe aprire in concomitanza con le Olimpiadi. Le cose più interessanti:

- partnership attivate per l’operazione (Grana Padano, Cavit, Boscolo Etoile, Conserve Italia; Consorzio S. Daniele, Frantoi Artigiani d’Italia e SIMEST) e struttura finanziaria di tutto il progetto

- respiro del progetto: dopo i 3600 metri quadri del CBD a Pechino sono previste altre tre realizzazioni, ma anche punti in franchising, shop-in-the-shop e cash&carry

-servizi per i fornitori non ancora presenti in Cina (autorizzazioni, etichette e logistica)

PS: frequento poco il mondo della distribuzione e non ho potuto fare a meno di notare che tra i circa 200 partecipanti la percentuale di donne era intorno al 7%

Ne avevano parlato qui:

adesso Mike Bongiorno è riapparso nella mia cassettina della posta, nella foto sembra che abbia la bocca truccata e mi dice “Ma cosa fa, dorme? Sono un sacco di giorni che l’aspetto in studio…”. Per chi non l’avesse ricevuto è il messaggio promozionale relativo a www.posteingioco.it Read the rest of this entry »

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