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“Dal confronto internazionale emerge come l’Italia sia ben posizionata dal punto di vista dello scambio di beni e servizi – siamo al settimo posto fra i paesi esportatori. Tuttavia, l’indagine conferma come i vincoli dimensionali comportino alcune criticità tra cui la polarizzazione su un numero limitato di mercati di sbocco, specie per gli operatori più recentemente affacciatisi sull’estero (il 47,8% delle imprese opera su un solo mercato e il 21,8% su due). Prevalgono inoltre strategie di globalizzazione a “medio raggio”: più del 70% delle esportazioni è rivolta verso i mercati maturi dell’Europa occidentale.”
Sono cose che sappiamo tutti, ma vederle validate da una ricerca è meglio. Consiglio la lettura integrale del settimo Rapporto Unicredit sulle piccole imprese.
Con Molta Colpa? Con Molta Calma? Concetto Molto Chiaro? Caratteristiche Meno Certe?
Finalmente mi sono decisa e con colpevole ritardo ho completato il percorso per diventare Certified Management Consultant.
Grazie a Michele Coletti e Roberta Prato Previde che mi hanno simpaticamente convinto.
Quest’anno, per la prima sono andata alla BlogFest: mi sono fatta un piccolo regalo, mi sono detta “vado al FoodCamp per Le Tamerici, vedo un po’ di amici, tanto dalla base di Desenzano sono vicina…” Insomma, me la sono raccontata.
Faccio un bilancio a freddo, dato che lunedì sono stata impegnata tutto il giorno in un’aula e ho macinato 600 km in auto, mentre sui socialcosi passavano piccole polemiche, foto e ringraziamenti.
FoodCamp: ho scritto anche qui , mi è piaciuta l’energia della terza generazione dei Marino (che carini, credono veramente che farò la polenta), Roberta Deiana (Confessions of a Food Stylist) e Lisa di www.ecocucina.org mi hanno fatto venire alcune idee di collaborazione. Pensiero da consulente: diventa sempre più difficile per piccole imprese destinare risorse al monitoraggio di occasioni ed eventi, ogni giorno dovremmo avere una persona presente da qualche parte.
Dopo questo riscaldamento, un salto ai TweetAwards, 12camp non faceva per me (anche se poi tutti me ne hanno parlato benissimo) e all’evento su Ipad ed editoria ho proprio temuto di non essere più capace di seguire un dibattito. Ho seguito a sprazzi Luca Sofri che parlava del Post .
La piacevole sorpresa è stato il WriteCamp: il Many che ha anche pubblicato il suo intervento, (letto con un accento simile al mio) e Simone Rossi, con l’intervento da lettrice di Mafe, mi hanno acceso il cervello. Altri hanno raccontato meglio il WriteCamp: tra tutti Mantellini.
Quando, in azienda o in aula, parlo di ebook (e anche di print on demand) sento una certa distanza, ma, al contrario, sabato scorso mi sono ancora più convinta che:
- la forma narrativa è una grande occasione per la comunicazione d’impresa, quando collettiva ancora di più;
- la scrittura nativa digitale si adatta allo scrivere per l’impresa, che poi in fondo è sempre scrivere per le persone (in azienda ci sono persone, le aziende parlano a persone etc);
Non a caso, Luisa Carrada ha promesso che l’anno prossimo viene anche lei.
(post scherzoso, i clienti sono esonerati dalla lettura)
Oggi compio 25 anni di lavoro. Come sapete sono abituata a festeggiare l’anniversario del mio primo giorno di lavoro: quest’anno niente rievocazioni strappalacrime, ma solo appunti su cosa mi viene in mente se penso a questo quarto di secolo.
A4: l’asse della mia vita lavorativa e privata, 2500 tragitti (calcolati per difetto), cambiato il numero delle corsie, non il traffico
Analisi di settore: devo ricordarmi che non è la panacea, però serve
Amici: meglio se dislocati vicino a caselli dell’A4 e molto pazienti
Bali: non avrei mai pensato che potesse essere un’esperienza di lavoro così significativa
Bonuck: il nick non c’era 25 anni fa. A proposito, si scrivere con il ck
Bonucchi e associati: come un figlio, ora maggiorenne, vorrei che se ne andasse di casa
Casa: in 25 anni, solo per 4 sono riuscita ad averne una sola. Trasporto e trasferisco, muovo, perdo, ritrovo
Colleghi: mi preoccupo troppo e devo smettere di farmi i fatti loro
Coach: non sono un coach, non sono un coach, non sono un coach, ditemi che non sono un coach
Curriculum: li ricevo, rispondo, quando sono in Word uso il comando “mostra tutto” e vedo le schifezze che i candidati combinano, compresi i tagli pagina fatti con il tasto “invio”. prossimi 25 anni: smettere di leggere curriculum
Deficienti: ho imparato che la loro presenza non ha alcuna relazione con la dimensione dell’impresa che li ospita, ultimamente sono preoccupata per la velocità con cui si riproducono
Foglio di calcolo: vorrei che l’ingegnere argentino che mi spiegò come si mettevano dentro le formule in Lotus 123 vedesse le mie amate tabelle pivot. Nei prossimi 25 anni più fogli per tutti
Gestione del tempo: 25 anni fa le donne manager americane ci spiegavano su Cosmopolitan (!) i segreti del time management, da svegliarsi alle 5 a tagliarsi i capelli, ora siamo alla frutta, pardon ai Pomodori
Malesia: ho ossessionato generazioni di corsisti con casi sui guanti in lattice, nei prossimi 25 anni non smetterò, anzi
Mappe mentali: se avessi un euro per ogni persona che ho convinto a usarle ci comprerei un biglietto per l’Australia
Marketing: perchè non mi affascina più come una volta? Perchè è ora di cambiargli nome, regole, metodi
Organigrammi: sono io che non li so più disegnare o loro che non hanno più tanto senso?
Outlook: dopo Grandview, Sidekick e Schedule, ha contenuto tutti i miei progetti e le mie attività, con le relative paranoie. Va in pensione il 31 dicembre prossimo, è deciso, a favore di un prodotto cloud
Passione: ingrediente indispensabile della mia storia, tende a fregarmi, continuo a innamorarmi delle imprese degli altri (quelle dei datori di lavoro ieri, quelle dei clienti oggi), pericolosa
Pazienza: aumentata con l’età ma non è il mio forte, nè con i clienti nè con i collaboratori
Pubblicità: non è vero che il primo amore non si scorda mai, ormai l’advertising compare nei miei piani di marketing come il formaggio nella cucina indonesiana
Stagisti: non sono più quelli di una volta, anche perchè una volta non c’erano
Studiare: mi piace sempre, ma ora lo faccio senza sottolineature e riassunti, con l’aiuto dei social network. Prossimi 25 anni? Mah!
Struttura (outline): idem come mappe mentali, solo che il biglietto potrei comprarlo per due giri del mondo. Sento che ora sono pronta a farne senza. L’ho detto.
Tecnologia: il tema che più mi appassiona e incuriosisce, anche per i prossimi 25 anni. Credo di essere un piccolo tecnico e spello il cavo dell’antenna tv per cambiare sesso al terminale. Non ditemi che potrebbe perdere di impedenza perchè non so cos’è l’impedenza.
Skype: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, la videoconferenza ha cambiato i modelli di business e la relazione nella consulenza più di una guerra
Telefonino: di solito nero, presente dal 90 in borse per lo più nere dove non lo si trova mai, continuo a considerarlo una necessità diseducativa
(questo post esce senza link e immagini perchè sono le 23,59, è da 25 anni che ogni tanto mi succede di essere un po’ paniac)
L’altra domenica mattina, in una deliziosa pasticceria sul lago di Garda, incontro per caso una conoscente che mi dice “Ho pensato a te mentre parlavo con un’azienda, non avevo i tuoi riferimenti, ma cercano una persona come te”.
Forse c’è stato un piccolo ma piacevole fraintendimento, perchè ho preso contatto e ho capito che non si tratta di una necessità di consulenza, bensì di una posizione da dipendente. Io non ho più il fisico per queste cose, ma l’offerta è così interessante che è meglio diffonderla:
- azienda: con base italiana nel Nordest e sedi in tutto il mondo, si occupa di prodotti che combinano tecnologia e design, 700 dipendenti e 130 mio di fatturato
- posizione: responsabile del marketing operativo worldwide, ufficio di nuova costituzione con 6/7 addetti a disposizione. l’ufficio ovviamente si occupa anche della presenza sul web, dell’ascolto e della conversazione sui social media
- richiesta: esperienza 5/6 anni, anche in agenzia di comunicazione, autonomia, tedesco e inglese (sul serio, mica per finta, eh)
- inquadramento: quadro
- contratto: lavoro subordinato a tempo indeterminato
- che fare: inviare cv o chiedere ulteriori informazioni a staff@bonucchi.com
Ah, che voglia di avere due vite e andare a fare un colloquio, quasi quasi…
Faccio sempre una fatica incredibile (con colleghi, amici, clienti) a spiegare come e perchè le quote sono ormai una necessità: Paola Bonomo ha scritto oggi un post illuminante e molto chiaro sull’argomento
(…) Un forcing device, sia pure come misura temporanea. Una ventina o trentina d’anni di affirmative action, azione positiva per le donne nei CdA. Ebbene sì, le quote. Per una generazione o giù di lì. A questo, e a nient’altro, servono le quote. A cambiare le teste. (…)
Michele: “Mi sa che sei bella incasinata se non aggiorni il tuo blog.”
Rita: “Hai visto giusto, sono persa tra il calendario di google e i task di Outlook, mi sento molto Bianconiglio. Scrivi qualcosa tu sul blog, dai.”
L’uomo è di parola: ecco il suo contributo.
Dove si trovano idee per le nuove imprese?
Aprendo un’azienda, molti nuovi imprenditori realizzano il sogno di una vita, altri si trovano a fare questa scelta guidati dalle circostanze. In passato le possibilità erano spesso limitate al commercio o ai servizi tradizionali. Oggi si ha invece l’impressione che nelle mani giuste, tutto possa diventare business di successo. Per chi fosse interessato a esplorare possibilità inconsuete, segnaliamo un ebook liberamente scaricabile da internet scritto da Eduardo Remolins, un esperto argentino che presenta sei attività imprenditoriali, alcune basate su idee quali un uso alternativo dei vecchi B747 Jumbo, altre più sofisticate come la possibilità di affittare auto a prezzi convenienti sulle tratte inverse a quelle più popolari (un po’ come aiutare i supermercati a riportare in negozio i carrelli della spesa lasciati nei parcheggi).
Per chi volesse provare a leggere (in spagnolo) queste e altre storie d’impresa: http://1000oportunidades.blogspot.com/2009/11/6-ideas-creativas-de-negocios-nuevo.html.





