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Abbiamo conosciuto Francesca Bellacci tanti anni fa durante alcuni progetti internazionali di Formaper, la sua energia e la voglia di cambiare il mondo ci hanno subito colpito. Alcune sue vicissitudini personali l’hanno portata lontana da Milano e ora ad agosto del 2012 il suo ruolo professionale è cambiato, infatti ora è una neo imprenditrice di successo, ma il suo spirito è rimasto lo stesso di un tempo.
Uno dei post più visitati di questo blog è Mappe mentali: quale software?
Dopo tre anni ha bisogno di un aggiornamento e ci pensa Silvia Gregorio.
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Condivisione, pubblicazione e creazione collaborativa: ecco quanto offrono le piattaforme online per il mind mapping.
Mi è sembrato opportuno (se non altro coerente) strutturare questo post a partire da una mappa mentale, dunque qui di seguito quella che ho creato con MapMyself.
Le mappe mentali sono uno strumento di nascita piuttosto recente, parliamo degli anni ‘60, e si basano sulla strutturazione di idee e concetti in collegamenti logico-gerarchici. La vera novità sono le sempre più sofisticate applicazioni web per la creazione di mappe: oltre ai noti software scaricabili, internet offre una serie di piattaforme online che incorporano le peculiarità sopracitate, peculiarità che ben si prestano al lavoro d’impresa.
Adottare una mappa mentale condivisa nel business offre una serie di benefici; ne elenco alcuni di rilievo per incoraggiare gli scettici:
- il mind mapping consente di rappresentare graficamente le idee, di condividerle e strutturarle in modo semplice e concreto applicando i principi del visual thinking;
- ottimizza le tempistiche di lavoro data l’organizzazione gerarchico-associativa;
- supporta la collaborazione a distanza garantendo un risparmio di tempo e denaro;
- fornisce una visione globale che aiuta a ridurre i rischi e ad ottimizzare le risorse (o, più in piccolo, a garantire ad esempio organicità a un post o un articolo);
- favorisce creatività di gruppo e apprendimento.
E ora vi starete chiedendo quando sfruttare una mappa mentale; semplice: sempre! Il mind mapping è applicabile a qualsiasi task, volendo citarne alcuni, esempi di funzioni aziendali per cui si presta particolarmente possono essere la pianificazione di un evento, la strutturazione di un sito internet, o ancora la gestione del tempo, degli obiettivi o dei compiti, l’organizzazione di un piano marketing o semplicemente di note e molto altro.
Un caso interessante è quello di Spiderscribe, appena uscito dalla versione beta; purtroppo niente interfaccia italiana (ma a questo siamo abituati). Il punto di forza? Gli allegati! Oltre alle funzioni più tradizionali, offerte anche da altri siti celebri per il mind mapping quali Mindmeister e Mindomo (di cui abbiamo già parlato), Spiderscribe consente di arricchire le mappe con i più classici file di immagine e testo, ma anche con mappe di GoogleMaps e calendari eventi. Tutto ciò affiancato alla possibilità di lavoro in team e naturalmente alla condivisione. Un difetto? I colori: tenui e poco variabili, non rispondono alle teorie di Buzan.
Un servizio simile basato sull’inserimento di allegati è offerto anche da Mind42, interessante nella grafica, ma meno flessibile (per intenderci: non possiamo spostare con il mouse un singolo braccio della mappa).
Sempre sulla stessa linea anche TheBrain (quale preferito da Rita al momento non potevamo certo ometterlo!) che affianca un portale web alla versione scaricabile.
Per chi di disegnare non ne vuole sapere una pagina utile è Text2mindmap, che si offre di farlo per voi: grafica scarna e poche opzioni accessorie, ma l’applicazione trasforma elenchi inseriti in ordine gerarchico in mappe.
Portali di questo genere nascono e muoiono con frequenza, ma tra chi va e chi viene meritano di essere citati WiseMapping, Creately, Cacoo e Mapmyself che sicuramente si differenzia per l’uso del colore.
Silvia Gregorio
Myself racconta Bettina de Vettor: la rivista dedica alla sua Biscotteria Bettina di Treviso un articolo nella sezione sulle donne imprenditrici.
Bettina ha abbandonato nel 2008 il lavoro di manager per aprire il suo laboratorio di biscotti artigianali e per l’occasione ha seguito con la Camera di Commercio di Treviso un corso sull’imprenditoria femminile in cui Rita ha condotto alcune docenze relative a business plan, ricerche di mercato e marketing.
Oggi, oltre al laboratorio di Dosson, avviato con la liquidazione del vecchio lavoro, Bettina gestisce un punto vendita a Treviso e i suoi biscotti sono distribuiti in Svizzera e Germania. Il suo lavoro le è valso anche il premio di “Cna Impresa Donna”.
Complimenti Bettina!
L’attualità mi spinge a modificare la scaletta delle cattiverie 2012, in questo momento in rete sono tutti scatenati a commentare la telefonata tra Schettino e De Falco. Difficile non indignarsi con il primo, troppo facile considerare un eroe il secondo, che non era a bordo e sapeva di essere registrato.
Però… quanto mi fa pensare al nostro lavoro, dove ogni tanto capita che non sei sulla nave, ti chiamano quando è già inclinata, sai che ci saranno delle vittime, l’equipaggio ce la mette tutta. Il comandante incompetente e presuntuoso che ha messo tutti in pericolo non si rende conto della gravità della situazione e non prende decisioni. Da inserire assolutamente nel vocabolario del consulente di management: VADAABORDOCAZZO
Il titolo del post (Cose per cui non dovete spendere soldi) mi aveva tratto in inganno: pensavo si trattasse di qualcosa a proposito del free oppure del basso budget, invece si tratta di etica e politiche commerciali. Alessandra Farabegoli riparte da uno spunto di John Jantsch. Come al solito (mi sono ritrovata tanto anche a proposito dei dinosauri), Alessandra riesce a scrivere meglio di me concetti che condivido pienamente e applichiamo da sempre in Bonucchi e associati srl:
“Ho smesso da tempo di adottare il meccanismo delle “provvigioni per segnalazione”: se qualcuno – sia esso un amico o un conoscente – mi chiede di indicargli un’azienda o un professionista per un certo lavoro, o mi interpella su qualcosa che io non so fare, gli do quello che penso sia il nome più adatto, e non chiedo all’altro marchette sul fatturato generato.
Da quando ho fatto questa scelta lavoro molto meglio: le mie scelte sono guidate dalla mia personale valutazione su chi sia veramente la persona giusta per fare quel lavoro, non da quale percentuale mi viene passata; e, se devo condurre un’indagine più approfondita per scegliere il fornitore migliore, la considero per quel che è nei fatti, cioè una consulenza che mi farò pagare dal cliente.”
In sintesi:
- facciamo segnalazioni, nella massima trasparenza, quando si identifica un’ottima combinazione tra una professionalità o un servizio e la necessità di un’impresa, senza applicare alcuna commissione a nessuna delle parti. Lo ammetto: accettiamo volentieri una cena o una bottiglia di vino quando la combinazione funziona bene
- ci fa piacere venir segnalati e anche in questo caso compensiamo con cena o bottiglia di vino
- se decidessimo di incaricare qualcuno per il nostro sviluppo commerciale prima di tutto ce lo sceglieremmo noi e poi pretenderemmo anche il rispetto di linee guida commerciali
- pensiamo che chi accetta commissioni debba dichiararlo, nella massima trasparenza (voglio sapere chi è pagato per dire delle cose e da chi)
-la nostra attività è la consulenza di direzione e il nostro modello di business prevede che i nostri profitti derivino dalla soddisfazione dei bisogni delle imprese clienti, nell’interesse delle quali agiamo sempre
Lo so, siamo antichi. Per chi non è d’accordo con questa impostazione ricordo qualche riferimento deontologico come il Codice Etico APCO e Feaco (European Federation of Management Consultancies Associations) oppure il Codice Etico di Assoconsult (solo come esempio; art.1.f
non accettare dai propri fornitori compensi di qualsiasi natura qualora si tratti di proporre o raccomandare beni o servizi da loro forniti)
Da anni non riesco ad andare all’Assemblea dei soci APCO. Quest’anno i colleghi dell’Associazione hanno trovato il modo per essere sicuri della mia partecipazione: mi hanno incluso tra i relatori di “Il nuovo nella consulenza”, l’evento che si tiene dopo l’assemblea.
Ci vediamo il 4 luglio 2011 alle 14,30 in C.so Venezia 47 (Sala Colucci).
“The same group also got a chance to visit with Rita Bonucchi, the founder and director of Bonucchi & Associati, a niche, international Marketing consultancy that provided an honest appraisal of the consulting profession in Italy”
Il resto lo leggete qui: i nostri futuri colleghi che studiano da consulenti a Grenoble sono stati molto carini nel loro reportage. Teneteli d’occhio perché sono tosti.
Oggi alle 13:00 a Kuala Lumpur, al quarantesimo piano delle Petronas Towers si è sentito un ruggito.
Tiger Project, che a dire il vero è operativo da alcuni mesi, ha inaugurato gli uffici e si è presentato ufficialmente alla business community locale e alle imprese italiane in visita con Expo Lombardia Malaysia 2010.
Perché avevamo scritto che Bonucchi e associati era incinto? Perché abbiamo un ruolo in tutto questo: Rita Bonucchi, infatti, insieme a Rocco Papapietro è uno dei soci di questa iniziativa. Tiger Project si occupa della consulenza di internazionalizzazione e del supporto sul territorio per le imprese italiane interessate al mercato malese e più in generale a tutto il Sudest asiatico, oltre ad appoggiare le imprese malesi interessate al mercato europeo.
È chiaro che le sinergie con Bonucchi e associati sono quotidiane e che in Italia Tiger Project ha sede presso Bonucchi e associati.
Se vedete aggirarsi delle piccoli tigri dalle parti di Maciachini non preoccupatevi.






