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La nostra amica Lia Castelli ci segnala che Netting Works ha deciso, in accordo con Attilio Piazza, di aprire l’ultima serata (22 Aprile 2010) del percorso “Flow, sei serate per lavorare con piacere”, date anche le tante persone che hanno mostrato interesse a percorso iniziato e che per questo non hanno potuto partecipare. La serata sarà gratuita, ma TUTTI dovranno annunciare la partecipazione a erica@centrostudipiazza.org, per motivi organizzativi di allestimento della sala.
Ecco qualche riferimento:
Centro Studi Piazza
Sede di Milano
Via Morimondo, 5
20143 Milano
uff. 02 45470708
cell. 333 8304672
Rita ritorna ai suoi antichi amori…
Il 25 giugno e il 7 luglio si dedicherà al settore cosmetico, ambito nel quale ha vissuto la sua prima esperienza come direttore marketing, presso Unipro con un corso dedicato al marketing post moderno.
Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì 19 giugno.
Cosa avevate capito?
Avevamo già ospitato un intervento di Monica Perego all’interno del nostro blog e ci sembra interessante riproporre il programma del corso che terrà il giorno 27 maggio 2009 organizzato da Formaper. In questa occasione l’incontro non sarà dedicato solo agli enti di formazione ma alle imprese manifatturiere e di servizi.
Per iscrizioni e informazioni: Segreteria Corsi Formaper – Tel. 02 85155385 – segreteria.corsi@formaper.it
Poco tempo fa ho scritto qualcosa sulla qualità dei materiali didattici, poi ho salvato una bozza dal titolo “Power point non basta” e me ne sono quasi scordata. Oggi nel suo No Logo , Mafe De Baggis rimarca quanto sia sproporzionata l’attenzione sulle presentazioni rispetto ai contenuti e ai progetti: il suo articolo mi ha fatto decidere di pubblicare la bozza, eccola.
Parliamo di presentazioni utilizzate nella formazione. Intanto non diamo per scontato che proprio tutti utilizzino proiettore e presentazione: tutte le volte che arrivo in un certo ente la prima cosa che faccio è spostare la lavagna luminosa…
Power Point (et similia) certamente ha apportato un miglioramento significativo rispetto al passato, nel senso che
- permette adattamenti e aggiornamenti evitando che qualcuno per pigrizia presenti materiali troppo datati
- l’apparizione guidata dei paragrafi evita la necessità di simulare l’”effetto strip tease” con un foglio a coprire i paragrafi seguenti sul lucido
- le animazioni possono rendere intelleggibile anche il diagramma di flusso più indigesto
Però…. però secondo me (molto secondo me):
- la docenza non si risolve in un ppt, come sembrano credere quelli che ti chiedono la presentazione perchè non possono venire e anche quelli che proteggono i loro ppt come se ci fosse dentro la formula della Coca Cola.
- durante un intervento di formazione conviene alternare forme diverse di presentazione (lavagna a fogli mobili, gesti inconsulti, solo voce, proiezione filmati…)
- la presentazione in aula serve a sostegno della mia esposizione e dell’interazione con i partecipanti, voglio poter saltare diapositive, tornare indietro, anticipare, insomma saltellare seguendo spunti e domande del gruppo;
- la presentazione rilasciata ai partecipanti, invece serve per loro consultazione ed (eventuale) approfondimento e studio
- un kit di materiale didattico dovrebbe contenere:
- programma
- informazioni sul docente
- presentazione utilizzata in aula
- un testo più articolato e discorsivo (quello che una volta si chiamava dispensa, scritto con uno strumento che permetta la gestione di note, didascalie e tutto il resto)
- bibliografia
- sitografia
- approfondimenti (ad esempio un articolo, un post tratto da un blog, un capitolo di un libro)
- (eventualmente) modelli, esempi, checklist
Mi piace mantenere separati questi materiali, in particolare le bibliografie, perchè il loro aggiornamento segue ritmi e destini diversi rispetto alla presentazione.
PS solo per consulenti: usare Power Point per scrivere documenti è da considerarsi chiaro sintomo di masochismo, è come usare un rastrello per pettinare un maltese, uno scalpello per dipingere, una padella per bollire. Insomma ci siamo capiti.
Leggevo Michele Costabile, che al Proxy Bar è riuscito a scrivere su Lessig (ora mi spiego meglio perchè ti vedo on line a certe ore…)
Veniamo alla presentazione, che è disponibile online, come è giusto aspettarsi da un paladino dell’open source.
Oltre a testare il Reblog di Zemanta (senza capire tanto quali sono i vantaggi) ho deciso: è venuto il tempo che le presentazioni di Bonucchi e associati evolvano.
Non sono una fanatica dei materiali didattici, li considero qualcosa di strumentale a corredo delle attività di formazione. A suo tempo dai lucidi siamo passati alle diapositive di Power Point, usiamo ancora la lavagna a fogli mobili (che ha i suoi perché) e magari un po’ di Paper Show.
Ultimamente ho modo di confrontarmi più del solito con altri stili di formazione (e altri materiali didattici) e mi sono fatta un piccolo memo:
- Diapositiva di apertura (quella che si tiene fissa mentre arrivano le persone): utile;
- Diapositiva su obiettivi didattici (lista della spesa, “seminario di oggi”, chiamatela come volete): avvistata raramente negli ultimi tempi, secondo me indispensabile;
- Numero progressivo nelle diapositive: una questione di civiltà, chi pone domande deve aver la possibilità di riferirsi a una diapositiva precisa e forse chi lavora con noi e fa revisioni ringrazia;
- Intestazioni e/o piè di pagina: senza esagerare, ma non si può predicare il verbo del branding se i propri materiali se ne vanno in giro anonimi;
- Animazioni: non servono per giocare e possono risultare pesanti, ma inserire almeno l’apparizione di un paragrafo alla volta manovrato manualmente dal relatore, che permette di seguire bene il ritmo dell’esposizione;
- Indicazione Creative Commons o altre licenze d’uso: corretta;
- Disclaimer su modalità di utilizzo del materiale didattico: da mantenere;
- Bibliografia e sitografia: anche se vengono fornite separatamente (con apposito documento oppure tramite Anobii) mi piace qualche riferimento all’interno della presentazione;
- Versione stampata a disposizione dall’inizio della lezione: continua a non piacermi (anche se so che non consegnare i materiali stampati abbassa le valutazioni…)
- Versione stampata a fine seminario: posso sopportarla, ma preferisco non stampare materiali didattici (li pubblico in uno spazio a cura dell’ente di formazione oppure qui).
Fiorella Zaggia di Tender snc Formazione e Consulenza ci segnala:
Conflitti in ufficio.
Come ottenere migliori risultati con relazioni interpersonali efficaci e l’assertività
Montegrotto (PD), 26 e 27 marzo 2009
In ogni ambiente di lavoro è facile riscontrare situazioni conflittuali che, spesso, influiscono negativamente sia sul clima interno sia sulla produttività.
Peraltro, è stato dimostrato che, di per sé, il conflitto non provoca sempre negatività.
Se correttamente gestito, il contrasto tra le parti può determinare situazioni stimolanti ed avere un apprezzabile effetto positivo e costruttivo.
Durante il corso saranno approfonditi il tema del conflitto e della comunicazione assertiva nei contesti di lavoro, in modo da consentire ai partecipanti di conoscere meglio le proprie capacità relazionali e le tecniche più efficaci per la composizione dei contrasti.
La prima giornata del Master in Digital Marketing and Communication mi ha lasciata stanca ma soddisfatta. Stanca perchè stare ferma per ore dal lato allievo di un’aula è difficile (devo ricordarmi di non decodificare male le posture affaticate dei partecipanti ai corsi, d’ora in poi). Soddisfatta perchè i temi affrontati sono utili per la mia attività di consulenza, ma anche perchè ho trovato conferme a visioni e intuizioni che porto avanti da anni.
Tormentone della giornata: “… è un casino”. Probabilmente Venturini non si riferiva solo alla P di people e allo stato dell’arte del Digital Marketing, ma anche alla composizione dell’aula. Si potrebbe definirla ricca nella sua varietà, oppure, con più realismo, fortemente disomogenea. Il relatore è stato molto bravo ed efficace a gestirla.

P.S. appunti diligentemente presi creando una mappa con Personal Brain. Sabato prossimo vedremo.
E’ lunedi, si comincia in aula a Lucca nel “Minimaster: crea la tua impresa nel settore dei servizi alla famiglia“. Oggi lavoriamo sulle strategie di comunicazione, per spiegare come si informano e conversano on line le mamme di oggi ho mostrato il sito di Fattore Mamma (grazie Cecilia!).
Da qui a sabato cambierò come al solito molti cappelli e sabato indosserò quello di scolaretta (speriamo senza le orecchie d’asino). Con una decisione folle (dal punto di vista dell’impegno) mi sono fatta un regalo e mi sono iscritta al Master in Digital Marketing and Communication organizzato da IFAF e Apogeo.
La sede è quella di E-network, dove sono abituata a fare docenza, ma sabato mi siedo dall’altra parte e, una volta tanto, mi godo il ruolo dell’allievo e ascolto. Per i consulenti, infatti, non è così facile frequentare veri e propri percorsi, la maggior parte riesce a partecipare solo a seminari e conferenze. Prendere parte a un vero e proprio corso, tra l’altro, costa molto (oltre al costo vero e proprio della formazione va considerato il mancato guadagno delle giornate impegnate). Questo di IFAF “fortunatamente” si tiene sempre al sabato.
Le aspettative sono alte e vi racconterò.
PS: a dire il vero conosco un consulente che frequenta corsi impegnativi: è Michele Coletti, che d’estate va all’università in Danimarca e ha anche completato un bel MBA in Management Consulting a Grenoble.
Ritorna il nostro programma per la formazione, l’aggiornamento e la condivisione in azienda. Come funziona? Ogni addetto presenta una proposta di formazione, riferita a se stesso, descrivendo bene le competenze che vuole acquisire e come, calcolando le attività e i costi correlati. Condizioni per l’approvazione del programma sono la fattibilità, la coerenza con gli obiettivi di formazione della struttura alla quale appartiene l’addetto, ma soprattutto il fatto che sia già prevista la condivisione delle conoscenze e delle informazioni acquisite.
In pratica chi si vede approvato un programma che prevede la frequenza a un corso oppure la partecipazione a un seminario, si impegna a disseminare i contenuti.
“Impara l’arte e NON metterla da parte” funziona da noi ormai dal 2000 ed è stato esteso presso alcuni dei nostri clienti. Se vuoi saperne di più contattaci a: staff@bonucchi.com.






