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Nel mio lavoro vedo tanti programmi di formazione e dopo un po’ sembrano tutti uguali, ma questo certamente si differenzia da tutti gli altri…
Infatti, Rita l’altro giorno tornando da una visita da SLO srl mi ha segnalato il loro progetto “L’aula più stretta del mondo”, incuriosita sono andata a leggere i materiali a disposizione sul loro sito.
Guardando l’articolo che è stato pubblicato dal Corriere della Sera il 14 novembre 2011 ho ripensato alle particolarità di questo percorso. Le similitudini tra un carcere e una azienda, anche se non immediate da cogliere, effettivamente sono molte e sicuramente questa è una bella esperienza per molti manager coinvolti ogni giorno con mille problematiche relative alla gestione del personale.
Se anche voi siete alla ricerca di esperienze formative particolari, questo è quello che fa per voi.
A un nostro collega è stata richiesta una valutazione dei partecipanti dopo un intervento di formazione in azienda. Ricordavo che è corretto fornire questo tipo di restituzione al committente solo se gli utenti sono preventivamente informati, ma mi mancava il riferimento, quindi sono andata a rileggermi la Carta dei Valori di AIF. Non sono iscritta, perchè la formazione non è la mia attività principale, ma mi sono ritrovata nel documento, è una bella lettura che consiglio a tutti quelli che, a vario titolo, si trovano coinvolti in progetti di formazione.
In particolare gli articoli su trasparenza, segnalazioni e rispetto
3.3 RISPETTO
Il formatore rispetta e fa rispettare ogni singolo all’interno del gruppo degli utenti; non opera discriminazioni di sorta, tenendo in considerazione opinioni e credenze anche differenti dal suo sistema di valori. (…)
Si sono aperte le iscrizioni allo Short Master in Management e pianificazione strategica per l’internazionalizzazione organizzato da Verona Innovazione.
Sarà un percorso dal taglio operativo; rivolto a imprenditori, manager, dirigenti e professionisti direttamente coinvolti nella definizione della strategia di internazionalizzazione e nella gestione delle attività dell’azienda.
Da qui potrete scaricare la brochure e raccogliere tutte le informazioni.
Ovviamente, come vi abbiamo già svelato, dietro a questo master c’è anche il nostro zampino.
Il tempo scorre sempre troppo rapidamente, i giorni corrono senza che ce ne accorgiamo. Dico questo perchè dopo qualche settimana di lavoro di organizzazione, siamo finalmente arrivati molto vicini al giorno di presentazione di uno Short Master dal titolo “Management e pianificazione per l’internazionalizzazione d’impresa” che stiamo progettando con Verona Innovazione.
Il giorno 25/10/11 presso la Camera di Commercio di Verona alle ore 17:30 si terrà il “Workshop International Business: dal processo decisionale alla scelta delle opzioni strategiche di maggior efficacia”.
Per maggiori informazioni e iscrizioni cliccate qui.
La nostra amica Lia Castelli ci segnala che Netting Works ha deciso, in accordo con Attilio Piazza, di aprire l’ultima serata (22 Aprile 2010) del percorso “Flow, sei serate per lavorare con piacere”, date anche le tante persone che hanno mostrato interesse a percorso iniziato e che per questo non hanno potuto partecipare. La serata sarà gratuita, ma TUTTI dovranno annunciare la partecipazione a erica@centrostudipiazza.org, per motivi organizzativi di allestimento della sala.
Ecco qualche riferimento:
Centro Studi Piazza
Sede di Milano
Via Morimondo, 5
20143 Milano
uff. 02 45470708
cell. 333 8304672
Rita ritorna ai suoi antichi amori…
Il 25 giugno e il 7 luglio si dedicherà al settore cosmetico, ambito nel quale ha vissuto la sua prima esperienza come direttore marketing, presso Unipro con un corso dedicato al marketing post moderno.
Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì 19 giugno.
Cosa avevate capito?
Avevamo già ospitato un intervento di Monica Perego all’interno del nostro blog e ci sembra interessante riproporre il programma del corso che terrà il giorno 27 maggio 2009 organizzato da Formaper. In questa occasione l’incontro non sarà dedicato solo agli enti di formazione ma alle imprese manifatturiere e di servizi.
Per iscrizioni e informazioni: Segreteria Corsi Formaper – Tel. 02 85155385 – segreteria.corsi@formaper.it
Poco tempo fa ho scritto qualcosa sulla qualità dei materiali didattici, poi ho salvato una bozza dal titolo “Power point non basta” e me ne sono quasi scordata. Oggi nel suo No Logo , Mafe De Baggis rimarca quanto sia sproporzionata l’attenzione sulle presentazioni rispetto ai contenuti e ai progetti: il suo articolo mi ha fatto decidere di pubblicare la bozza, eccola.
Parliamo di presentazioni utilizzate nella formazione. Intanto non diamo per scontato che proprio tutti utilizzino proiettore e presentazione: tutte le volte che arrivo in un certo ente la prima cosa che faccio è spostare la lavagna luminosa…
Power Point (et similia) certamente ha apportato un miglioramento significativo rispetto al passato, nel senso che
- permette adattamenti e aggiornamenti evitando che qualcuno per pigrizia presenti materiali troppo datati
- l’apparizione guidata dei paragrafi evita la necessità di simulare l’”effetto strip tease” con un foglio a coprire i paragrafi seguenti sul lucido
- le animazioni possono rendere intelleggibile anche il diagramma di flusso più indigesto
Però…. però secondo me (molto secondo me):
- la docenza non si risolve in un ppt, come sembrano credere quelli che ti chiedono la presentazione perchè non possono venire e anche quelli che proteggono i loro ppt come se ci fosse dentro la formula della Coca Cola.
- durante un intervento di formazione conviene alternare forme diverse di presentazione (lavagna a fogli mobili, gesti inconsulti, solo voce, proiezione filmati…)
- la presentazione in aula serve a sostegno della mia esposizione e dell’interazione con i partecipanti, voglio poter saltare diapositive, tornare indietro, anticipare, insomma saltellare seguendo spunti e domande del gruppo;
- la presentazione rilasciata ai partecipanti, invece serve per loro consultazione ed (eventuale) approfondimento e studio
- un kit di materiale didattico dovrebbe contenere:
- programma
- informazioni sul docente
- presentazione utilizzata in aula
- un testo più articolato e discorsivo (quello che una volta si chiamava dispensa, scritto con uno strumento che permetta la gestione di note, didascalie e tutto il resto)
- bibliografia
- sitografia
- approfondimenti (ad esempio un articolo, un post tratto da un blog, un capitolo di un libro)
- (eventualmente) modelli, esempi, checklist
Mi piace mantenere separati questi materiali, in particolare le bibliografie, perchè il loro aggiornamento segue ritmi e destini diversi rispetto alla presentazione.
PS solo per consulenti: usare Power Point per scrivere documenti è da considerarsi chiaro sintomo di masochismo, è come usare un rastrello per pettinare un maltese, uno scalpello per dipingere, una padella per bollire. Insomma ci siamo capiti.
Leggevo Michele Costabile, che al Proxy Bar è riuscito a scrivere su Lessig (ora mi spiego meglio perchè ti vedo on line a certe ore…)
Veniamo alla presentazione, che è disponibile online, come è giusto aspettarsi da un paladino dell’open source.
Oltre a testare il Reblog di Zemanta (senza capire tanto quali sono i vantaggi) ho deciso: è venuto il tempo che le presentazioni di Bonucchi e associati evolvano.
Non sono una fanatica dei materiali didattici, li considero qualcosa di strumentale a corredo delle attività di formazione. A suo tempo dai lucidi siamo passati alle diapositive di Power Point, usiamo ancora la lavagna a fogli mobili (che ha i suoi perché) e magari un po’ di Paper Show.
Ultimamente ho modo di confrontarmi più del solito con altri stili di formazione (e altri materiali didattici) e mi sono fatta un piccolo memo:
- Diapositiva di apertura (quella che si tiene fissa mentre arrivano le persone): utile;
- Diapositiva su obiettivi didattici (lista della spesa, “seminario di oggi”, chiamatela come volete): avvistata raramente negli ultimi tempi, secondo me indispensabile;
- Numero progressivo nelle diapositive: una questione di civiltà, chi pone domande deve aver la possibilità di riferirsi a una diapositiva precisa e forse chi lavora con noi e fa revisioni ringrazia;
- Intestazioni e/o piè di pagina: senza esagerare, ma non si può predicare il verbo del branding se i propri materiali se ne vanno in giro anonimi;
- Animazioni: non servono per giocare e possono risultare pesanti, ma inserire almeno l’apparizione di un paragrafo alla volta manovrato manualmente dal relatore, che permette di seguire bene il ritmo dell’esposizione;
- Indicazione Creative Commons o altre licenze d’uso: corretta;
- Disclaimer su modalità di utilizzo del materiale didattico: da mantenere;
- Bibliografia e sitografia: anche se vengono fornite separatamente (con apposito documento oppure tramite Anobii) mi piace qualche riferimento all’interno della presentazione;
- Versione stampata a disposizione dall’inizio della lezione: continua a non piacermi (anche se so che non consegnare i materiali stampati abbassa le valutazioni…)
- Versione stampata a fine seminario: posso sopportarla, ma preferisco non stampare materiali didattici (li pubblico in uno spazio a cura dell’ente di formazione oppure qui).






