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Chi mi conosce sa che personalmente ho una certa avversione per le fiere. Ma è un sentimento irrazionale che cerco di temperare: probabilmente deriva da choc subiti in giovinezza nel cambio tra le fiere del settore cosmetico e quelle del giocattolo e del regalo, o forse mi urta il fatto che le fiere tendano a monopolizzare molti budget di comunicazione nel business to business.
Per una specie di bizzarra nemesi, però, da almeno dieci anni mi viene chiesto di tenere seminari su come ottimizzare la partecipazione alle fiere internazionali: domani succederà in Associazione Industriale Bresciana (per i quali Bonucchi & Associati è consulente convenzionato per il marketing internazionale), il mio intervento chiuderà l’incontro.
L’internazionalizzazione delle PMI: gli strumenti per affrontare i primi passi: usufruire del supporto dell’Ice e partecipare efficacemente alle fiere all’estero
Dopo l’incontro pubblicheremo su questo blog una sintesi dei materiali. Intanto vi segnalo un paio di fonti 2.0 molto interessanti: http://marketingfieristico.libero.it/ e http://39marketingoperativo.wordpress.com/2008/02/05/come-organizzare-la-partecipazione-ad-una-fiera/.
Vi sembrerà scontato che l’olio e l’acqua di rose ottenute dalla rosa damascena vengano da Damasco. Invece da secoli questa coltivazione e la lavorazione dei petali avviene prevalentemente in Turchia e Bulgaria. Biocham, l’azienda creata da Roula Ali-Adeeb (una imprenditrice siriana), inizia da quest’anno a produrre olio e acqua di rosa damascena.
Con lei e con la collaborazione di un’agenzia siriana di supporto alle imprese (SEBC) stiamo lavorando a un piano di marketing per la valorizzazione di questi prodotti in Europa. Il progetto rientra nella nostra collaborazione con l’area Relazioni Internazionali del Formaper .
Contattateci se volete saperne di più.
Uno dei punti di debolezza dell’export alimentare italiano è sempre stato identificato nella mancanza di catene di distribuzione italiane che colonizzino nuovi mercati portando con sè i fornitori. Lunedì sera ho assistito alla presentazione del progetto “Piazza Italia” (per conto del nostro cliente Le Tamerici). A Pechino sono quasi pronti tre piani di agroalimentare italiano, in vendita e somministrazione, che sono stati illustrati con dovizia di particolari. Piazza Italia dovrebbe aprire in concomitanza con le Olimpiadi. Le cose più interessanti:
- partnership attivate per l’operazione (Grana Padano, Cavit, Boscolo Etoile, Conserve Italia; Consorzio S. Daniele, Frantoi Artigiani d’Italia e SIMEST) e struttura finanziaria di tutto il progetto
- respiro del progetto: dopo i 3600 metri quadri del CBD a Pechino sono previste altre tre realizzazioni, ma anche punti in franchising, shop-in-the-shop e cash&carry
-servizi per i fornitori non ancora presenti in Cina (autorizzazioni, etichette e logistica)
PS: frequento poco il mondo della distribuzione e non ho potuto fare a meno di notare che tra i circa 200 partecipanti la percentuale di donne era intorno al 7%



