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Domattina non devo alzarmi presto e testo un po’ di strumenti nuovi (magari vecchi ma che non ho ancora avuto il tempo di provare prima).
L’idea di usare la voce per postare sul blog, aggiornare lo stato su FriendFeed et alia, spedire una email, mandarmi un reminder, mi piace: allontana la tentazione di smanettare sul telefonino mentre guido.
Ci sono una marea di servizi che fanno queste cose, ma Hellotxt mi ha suggerito questo
. e questo è il primo test Mp3
e per ora … cannot transcribe!
Leggevo Michele Costabile, che al Proxy Bar è riuscito a scrivere su Lessig (ora mi spiego meglio perchè ti vedo on line a certe ore…)
Veniamo alla presentazione, che è disponibile online, come è giusto aspettarsi da un paladino dell’open source.
Oltre a testare il Reblog di Zemanta (senza capire tanto quali sono i vantaggi) ho deciso: è venuto il tempo che le presentazioni di Bonucchi e associati evolvano.
Sabato scorso sono uscita dal Master ancora sorridendo. Antonio Sofi ha impostato il suo intervento sul nuovo sistema dei media in maniera destrutturata ma legata dal filo rosso dell’applicazione al caso Obama. Inizialmente mi è passato davanti il film della mia storia professionale, con la sensazione che del sistema dei media che avevo frequentato e studiato all’inizio degli anni Ottanta non esistesse più nulla. Poi sono entrata meglio nello spirito della lezione e per questo sono uscita sorridendo: è stato l’effetto dell’esercitazione del pomeriggio, dove abbiamo abbozzato delle campagne di marketing politico per due candidati immaginari (non si sa mai…): Scalfarotto e Gelmini.
PS: a Elisabetta e me è toccata la Gelmini.
Questo blog è nato per accogliere contributi di amici e colleghi. Al nostro appello ha risposto Simona Pisanello di Itaca Comunicazione, con la quale condividiamo passione ed esperienza sul marketing del vino.
Comunicazione, packaging e advertising del vino in Italia
Il settore del vino in Italia – soprattutto quello delle aziende medio piccole – ha visto negli ultimi anni un crescente sviluppo e una maggior sensibilità verso gli investimenti. L’alto livello di frammentazione produttiva, il crescente ruolo nella distribuzione, le nuove tendenze nei comportamenti d’acquisto, la competizione internazionale e l’innovazione nei processi di confezionamento sono alcuni dei fattori che hanno contribuito a questo sviluppo.
Nonostante sia sempre più sentita l’esigenza di rivolgersi ad agenzie di professionisti per lo studio e la realizzazione di piani di comunicazione, è praticamente inesistente la necessità di fare ricerche di mercato su focus di consumatori: le informazioni sul gradimento del packaging e sulla comunicazione in generale vengono filtrate dalla forza vendita o dai retailer.
In questo senso il punto vendita (l’enoteca, il bar, il ristorante) è considerato il mezzo più strategico per la comunicazione, la promozione e la vendita del prodotto.
Packaging
Attraverso la bottiglia (contenitore principe nel mondo del vino di qualità) vengono veicolati dal produttore dei messaggi chiave che devono essere percepiti dal consumatore. A seconda dell’azienda e del tipo di posizionamento di prodotto i contenuti da comunicare dovrebbero essere:
- la provenienza geografica (il terroir e il vitigno)
- l’identità di marca
- la qualità del prodotto
- il rapporto prezzo/qualità
- la tradizione familiare
- la storia
Ma anche il colore del vetro, il peso e la forma della bottiglia sono elementi forti che aiutano a comporre un buon risultato finale.
In generale un buon lavoro di progettazione di un’etichetta oltre a non poter prescindere dai vincoli di informazione (disciplinari regionali inclusi) e di briefing, deve poter mostrare un’anima memorabile e riconoscibile e una longevità che vada al di là delle mode.
In questo senso è utile capire la storia del vino da vestire e quanto è il caso di rinnovarlo. Spesso è molto più complicato fare un restyling dolce ma accurato di una linea di prodotti che approcciare una creatività completamente nuova.
Una case history interessante in questo senso è il progetto della nuova linea di etichette per l’azienda Ca’Rugate, dove era fondamentale il rispetto di un mood e di un family style proprio dell’azienda che da anni era sul mercato con una certa immagine. In questo caso si è proceduto “per sottrazione” eliminando alcuni elementi barocchi e dando una linea più pulita all’etichetta (vedi immagine prima e dopo).
La prima giornata del Master in Digital Marketing and Communication mi ha lasciata stanca ma soddisfatta. Stanca perchè stare ferma per ore dal lato allievo di un’aula è difficile (devo ricordarmi di non decodificare male le posture affaticate dei partecipanti ai corsi, d’ora in poi). Soddisfatta perchè i temi affrontati sono utili per la mia attività di consulenza, ma anche perchè ho trovato conferme a visioni e intuizioni che porto avanti da anni.
Tormentone della giornata: “… è un casino”. Probabilmente Venturini non si riferiva solo alla P di people e allo stato dell’arte del Digital Marketing, ma anche alla composizione dell’aula. Si potrebbe definirla ricca nella sua varietà, oppure, con più realismo, fortemente disomogenea. Il relatore è stato molto bravo ed efficace a gestirla.

P.S. appunti diligentemente presi creando una mappa con Personal Brain. Sabato prossimo vedremo.
Buzan consiglia di disegnare e colorare a mano le mappe mentali. Abbiamo capito, però, che se vogliamo veramente introdurre questo strumento nella quotidianità del lavoro d’impresa dobbiamo essere sicuri dellla compatibilità e dell’integrazione delle mappe con il resto delle applicazioni per la produttività individuale.
Dopo una prima esperienza con MindManager, siamo da sempre alla ricerca di una soluzione più leggera e che permetta anche la condivisione in tempo reale, per lanciare brainstorming tra persone in luoghi diversi o semplicemente per appoggiare una riunione on line.
Un riferimento ottimo per rimanere aggiornati sulle applicazioni è Mindmappingsoftwareblog (lo dice la parola stessa). In questo periodo stiamo comparando Mindomo e Mindmeister, due applicazioni di tipo SaaS molto interessanti.
Dopo i primi test Mindomo sembra nettamente superiore nelle funzioni per la creazione delle mappe e nella pubblicazione della mappa sui blog, mentre Mindmeister appare superiore per la condivisione in tempo reale del lavoro sulla mappa, per i formati che permette di importare ed esportare e per la possibilità di lavorare anche in locale.
Quello dell’importazione è comunque il punto debole di quasi tutte queste applicazioni, stiamo cercando di capire come importare (bene) da un outliner. Rilanciamo quindi l’invito di Luigi Mengato… e i suggerimenti dai mapparoli sono graditi.
E’ lunedi, si comincia in aula a Lucca nel “Minimaster: crea la tua impresa nel settore dei servizi alla famiglia“. Oggi lavoriamo sulle strategie di comunicazione, per spiegare come si informano e conversano on line le mamme di oggi ho mostrato il sito di Fattore Mamma (grazie Cecilia!).
Da qui a sabato cambierò come al solito molti cappelli e sabato indosserò quello di scolaretta (speriamo senza le orecchie d’asino). Con una decisione folle (dal punto di vista dell’impegno) mi sono fatta un regalo e mi sono iscritta al Master in Digital Marketing and Communication organizzato da IFAF e Apogeo.
La sede è quella di E-network, dove sono abituata a fare docenza, ma sabato mi siedo dall’altra parte e, una volta tanto, mi godo il ruolo dell’allievo e ascolto. Per i consulenti, infatti, non è così facile frequentare veri e propri percorsi, la maggior parte riesce a partecipare solo a seminari e conferenze. Prendere parte a un vero e proprio corso, tra l’altro, costa molto (oltre al costo vero e proprio della formazione va considerato il mancato guadagno delle giornate impegnate). Questo di IFAF “fortunatamente” si tiene sempre al sabato.
Le aspettative sono alte e vi racconterò.
PS: a dire il vero conosco un consulente che frequenta corsi impegnativi: è Michele Coletti, che d’estate va all’università in Danimarca e ha anche completato un bel MBA in Management Consulting a Grenoble.
Il 50% delle imprese familiari non supera la prima generazione: i consulenti ne sanno qualcosa, trovandosi di solito tra l’incudine e il martello nei passaggi del testimone, a volte “tirando su” le nuove leve.
Quindi segnaliamo volentieri il convegno “Le imprese di famiglia. Imprenditori: è il momento di passare il testimone?”, promosso dal Gruppo Giovani di Confartigianato Milano e dal Comune di Meda, insieme all’associazione Cerif dell’Università Cattolica.
Si tiene il 21 novembre 2008, alle 18:00 a Meda (MI), ma ne sa di più Filippo Berto
UPDATE: è proprio tempo di convegni, ma questo è per i nostri colleghi consulenti: il 20 novembre ACTA-Rete delle Associazioni dei professionisti organizza insieme alla Provincia di Milano “I rapporti tra Pubblica Amministrazione e Professionisti Autonomi”. L’invito si scarica dal portale di ACTA.
Mattina presto, solito giro su Google Reader per tentare di non affogare nell’information overload (più bello scrivere così che quello che realmente mi viene in mente)… mi cade l’occhio su questo post di Blogimprenditori: “Dove sono finiti i consulenti? “. Non posso non leggerlo! L’articolo in realtà si chiede dove siano finiti i “buoni vecchi consulenti aziendali che rendevano la vita più facile agli imprenditori ed alle imprese” ma intende i commerciali delle società di servizi che nel momento pre-vendita davano assistenza professionale ai decisori. Li chiama consulenti aziendali e mi ha fatto venire in mente anche l’aspirante imprenditrice che in Camera di Commercio a Verona continuava a presentarsi come ex-consulente aziendale e che ho capito, dopo 5 domande dirette, che aveva venduto per anni contratti telefonici ad aziende e privati.
Siamo chiari, non ho niente contro i commerciali delle società di servizi, soprattutto quando sono bravi… sono solo preoccupata perchè ho l’impressione che i consulenti, chiamiamoli consulenti di direzione per capirci, abbiano fatto la fine dei professionisti delle Relazioni Pubbliche. A questi ultimi i promoter delle discoteche hanno scippato il nome PR… a noi l’hanno preso i venditori di contratti telefonici.
Avvertenze: stava al mondo dei consulenti di direzione lavorare per la protezione del significato del nome e i cambiamenti lessicali rappresentano quasi sempre cambiamenti reali.









