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Dai racconti (preistorici) di Rita sappiamo che utilizzava una master list gerarchizzata già negli anni ottanta. Sembra che l’applicazione si chiamasse Grand View. Da allora si sono succeduti nel tempo altri strumenti per la condivisione di informazioni e attività, bacheche, abbozzi di intranet, ma da ieri abbiamo trasportato tutto su un blog.
Ovviamente ci sono tanti altri strumenti più specifici: ogni tanto abbiamo esplorato, ad esempio, Basecamp e Viewpath, ma per alcuni clienti con un approccio un po’ conservativo, andiamo a sperimentare uno strumento che non spaventa nessuno. Questo è anche un motivo per cui non proponiamo una intranet, perché quando ne parliamo alle PMI scappano a gambe levate. In fondo nel blog ci sono tutti gli elementi che servono e con le categorie possiamo marcare le comunicazioni per priorità e per stato di elaborazione. Qualche widget e un po’ di feed e il gioco è fatto.
Questo è l’ennesimo abuso di blog che facciamo: dopo averli usati per il supporto alle risorse umane di clienti (non fatemi dire coaching perché non è propriamente quello), questa volta usiamo wordpress e un blog ad accesso limitato per costruire il territorio, ovviamente on line, dove ci possiamo confrontare, scambiare informazioni spicciole, condividere calendari e coordinare le attività di tutte le persone che collaborano con Bonucchi e associati. Qualcuno dirà che potevamo usare un gruppo in Facebook.
Per ora abbiamo deciso di testare per un mese, a fine anno decideremo se mantenere il sistema o migrare nuovamente.
PS: il post esce senza il contributo di Rita, che “fino a quando non si mette in pari con le priorità dei clienti non scrive sul blog”.
Mi piace la definizione del blog come luogo centrale della comunicazione, dai vabbè chiamiamolo hub che ci capiamo meglio.
Da leggere questo articolo di CdMS (via Mushin) ,
Forse un po’ ottimista, ma risponde bene alle obiezioni dei nostri clienti che non hanno optato per un corporate blog e ora chiedono “ma fare un blog adesso con tanto microblogging in giro ha un senso?”
Premessa: non facciamo coaching propriamente detto. Succede però (ultimamente abbastanza spesso), che insieme all’intervento di consulenza venga richiesto un supporto continuo a una persona, per la realizzazione del piano di marketing, oppure per progetti specifici. In pratica il committente ci chiede di stare vicini a una risorsa e dare un sostegno quotidiano alla realizzazione degli obiettivi.
Cosa c’entra il blog? Negli ultimi anni abbiamo sperimentato diversi metodi e sfruttato le piattaforme per la creazione di gruppi, ogni modalità che ci desse la possibilità di caricare e scaricare documenti e risorse, permettesse di interagire in tempo reale, il tutto con la massima tracciabilità. Negli ultimi casi abbiamo aperto un blog riservato, dove gli unici due utenti autorizzati sono i protagonisti dell’intervento di consulenza. Sul blog il consulente pubblica spunti, interventi, materiali, dal blog si accede all’instant messaging e lo si salva… il blog diventa un crocevia per tutte le attività, sempre accessibile pur rimanendo privato.
Siamo convinti che potrebbe aiutare anche chi si occupa di coaching. Cosa ne pensano i coach?
Dopo un po’ di mesi di sperimentazione abbiamo le idee più chiare: un blog per Bonucchi & associati basta e avanza, soprattutto se contiene anche le informazioni classiche per un sito web. Il nostro blog-sito, per gli amici “blogito” copre egregiamente le nostre esigenze di contatto con clienti, potenziali clienti, amici, colleghi, stagisti etc., ha più accessi del sito e ci divertiamo molto di più.
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Quando scrivo questi titoli poi mi ricordo sempre che al motore di ricerca non piacciono… e dopo un po’ decido che non scrivo per il motore (che comunque non mi considera nemmeno di striscio).
Veniamo a noi. Cominciavo a preoccuparmi per la discussione sul fatto che i blog siano morti (vedi Wired e Apogeo), non tanto perchè ne fossi convinta quanto perchè già mi immaginavo in prossime riunioni con di fronte qualche interlocutore molto scettico sull’opportunità di integrare un blog con il sito aziendale.
Apprezzo alcuni aspetti del social networking (solo alcuni, per intenderci amo Linkedin ma ho l’impressione che Facebook non faccia per me) mentre fatico a capire le applicazioni in azienda di Twitter, cominciavo a chiedermi se non fosse semplicemente una questione legata alla mia età.
Ma questo aggiornamento di Marketing Charts (che certamente da Twitter avrebbe potuto essere annunciato ma non descritto) mi ha risollevato. “Blogs Influence Consumer Purchases More than Social Networks” descrive bene l’influenza dei blog sul processo d’acquisto e snocciola un po’ di dati interessanti, del tipo:
- 40% of blog readers have taken action as a result of viewing an ad on a blog; 50% of frequent blog readers say so.
- Top activities include the following: read product reviews online (17%); sought out more info on a product or service (16%); visited a manufacturer or retailer website (16%).
Un po’ di rumore in meno sul “fenomeno” blog e un po’ di assestamento non ci faranno comunque male.




