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Non sono una fanatica dei materiali didattici, li considero qualcosa di strumentale a corredo delle attività di formazione. A suo tempo dai lucidi siamo passati alle diapositive di Power Point, usiamo ancora la lavagna a fogli mobili (che ha i suoi perché) e magari un po’ di Paper Show.
Ultimamente ho modo di confrontarmi più del solito con altri stili di formazione (e altri materiali didattici) e mi sono fatta un piccolo memo:
- Diapositiva di apertura (quella che si tiene fissa mentre arrivano le persone): utile;
- Diapositiva su obiettivi didattici (lista della spesa, “seminario di oggi”, chiamatela come volete): avvistata raramente negli ultimi tempi, secondo me indispensabile;
- Numero progressivo nelle diapositive: una questione di civiltà, chi pone domande deve aver la possibilità di riferirsi a una diapositiva precisa e forse chi lavora con noi e fa revisioni ringrazia;
- Intestazioni e/o piè di pagina: senza esagerare, ma non si può predicare il verbo del branding se i propri materiali se ne vanno in giro anonimi;
- Animazioni: non servono per giocare e possono risultare pesanti, ma inserire almeno l’apparizione di un paragrafo alla volta manovrato manualmente dal relatore, che permette di seguire bene il ritmo dell’esposizione;
- Indicazione Creative Commons o altre licenze d’uso: corretta;
- Disclaimer su modalità di utilizzo del materiale didattico: da mantenere;
- Bibliografia e sitografia: anche se vengono fornite separatamente (con apposito documento oppure tramite Anobii) mi piace qualche riferimento all’interno della presentazione;
- Versione stampata a disposizione dall’inizio della lezione: continua a non piacermi (anche se so che non consegnare i materiali stampati abbassa le valutazioni…)
- Versione stampata a fine seminario: posso sopportarla, ma preferisco non stampare materiali didattici (li pubblico in uno spazio a cura dell’ente di formazione oppure qui).
Da qualche mese abbiamo in dotazione un sistema Paper Show* (fornitoci da Oxford), utilizzato non tanto in riunioni quanto durante attività di formazione, al posto della solita lavagna a fogli mobili. Certo ha sintetizzato benissimo improbulus su: http://www.consumingexperience.com/2008/09/oxford-paper-show-digital-pen-review.html .
A potentially great tool for presentations, especially in business meetings, let down by occasional problems and inadequate instructions.
Ci vuole un po’ di fantasia e pazienza per installare e utilizzare la chiave (almeno con XP Home e con Vista), ma poi le caratteristiche si apprezzano e si fatica a rinunciarci. Il vantaggio fondamentale è che non richiede modifiche all’attrezzatura della sala dove ci si trova, si è indipendenti nell’utilizzare il sistema, qualunque sia il proiettore in dotazione.
In particolare serve a evitare di perdere il contatto con gli interlocutori: non si voltano nemmeno parzialmente le spalle per scrivere, si può stare anche seduti in mezzo all’aula e tenere sulle ginocchia il blocco (un po’ come faceva tanti anni fa De Bono con una tavoletta), i partecipanti vedranno sullo schermo ciò che si sta scrivendo e tracciando.
Non abbiamo utilizzato la funzione di note sul power point stampato, in quanto in questo caso già il programma fornisce funzioni di evidenziazione e penna a mano libera.
Ovviamente una buona alternativa consiste nell’utilizzo del touch screen del proprio notebook (o subnotebook o netbook, insomma quello che avete a disposizione)… ma non sempre si ha un touch screen a disposizione.
Qualcun altro utilizza Paper Show? Io “in natura” non l’ho ancora visto all’opera.

schema creato con Paper Show
* Attenzione la visione dei filmati contenuti nel sito è riservata a un pubblico preparato: lo stile è quello delle televendite americane, qualcosa tipo chef Tony.




