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Giornate molto pensierose nella Grande Mela, sarà che ieri pioveva fortissimo e sembrava che la terrazza dell’Hudson Hotel dovesse allagarsi da un momento all’altro. I pensieri riguardano:

  • non c’è un modo più integrato e coordinato di fare promozione all’estero? L’iniziativa alla quale prendo parte sta andando discretamente, ma parlando con gli operatori si ha l’impressione che ogni giorno ci sia una iniziativa diversa e i vari soggetti (aziende, istituzioni, servizi) si muovano più in sovrapposizione che facendo squadra. Ho fatto una domanda al Console a questo proposito e ha sospirato profondamente. Magari era solo perchè era sofferente per un incidente di sci (aveva un tutore a una gamba). La mia impressione: ampi spazi di miglioramento (cit.).
  • come può sopravvivere una realtà come l’Hudson Hotel? La mia mente bacata da anni di marketing si chiede perchè degli ospiti dovrebbero sottoporsi alla sofferenza di non vedere la luce per ore (l’hotel è volutamente buio, ma tanto buio), essere trattati male dal personale scorbutico (poveretti, non vedono mai la luce!), dormire in camere/loculi con bagni striminziti, pagare comunque molto e non avere un frigobar in camera, bensì una guest canteen (chiamano così delle macchinette distributrici di merendine). Lo so che il marketing non è più quello di una volta. Ribadisco: ampi spazi di miglioramento, ma veramente molto ampi
  • ieri sera siamo state da Clo, una specie di wine bar dove con apposite card ci si mesce autonomamente vino al bicchiere e poi si studiano le schede grazie al tavolo/touchscreen. Idea simpatica, formaggi e salumi molto banali, unica originalità qualche pezzetto di carta proveniente dall’involucro del prosciutto, ovviamente trasportato già affettato. Ancora una volta: ampi spazi di miglioramento

Questo blog è nato per accogliere contributi di amici e colleghi. Al nostro appello ha risposto Simona Pisanello di Itaca Comunicazione, con la quale condividiamo passione ed esperienza sul marketing del vino.

Comunicazione, packaging e advertising del vino in Italia

Il settore del vino in Italia – soprattutto quello delle aziende medio piccole – ha visto negli ultimi anni un crescente sviluppo e una maggior sensibilità verso gli investimenti. L’alto livello di frammentazione produttiva, il crescente ruolo nella distribuzione, le nuove tendenze nei comportamenti d’acquisto, la competizione internazionale e l’innovazione nei processi di confezionamento sono alcuni dei fattori che hanno contribuito a questo sviluppo.

Nonostante sia sempre più sentita l’esigenza di rivolgersi ad agenzie di professionisti per lo studio e la realizzazione di piani di comunicazione, è praticamente inesistente la necessità di fare ricerche di mercato su focus di consumatori: le informazioni sul gradimento del packaging e sulla comunicazione in generale vengono filtrate dalla forza vendita o dai retailer.

In questo senso il punto vendita (l’enoteca, il bar, il ristorante) è considerato il mezzo più strategico per la comunicazione, la promozione e la vendita del prodotto.

Packaging

Attraverso la bottiglia (contenitore principe nel mondo del vino di qualità) vengono veicolati dal produttore dei messaggi chiave che devono essere percepiti dal consumatore. A seconda dell’azienda e del tipo di posizionamento di prodotto i contenuti da comunicare dovrebbero essere:

  • la provenienza geografica (il terroir e il vitigno)
  • l’identità di marca
  • la qualità del prodotto
  • il rapporto prezzo/qualità
  • la tradizione familiare
  • la storia

Ma anche il colore del vetro, il peso e la forma della bottiglia sono elementi forti che aiutano a comporre un buon risultato finale.

In generale un buon lavoro di progettazione di un’etichetta oltre a non poter prescindere dai vincoli di informazione (disciplinari regionali inclusi) e di briefing, deve poter mostrare un’anima memorabile e riconoscibile e una longevità che vada al di là delle mode.

In questo senso è utile capire la storia del vino da vestire e quanto è il caso di rinnovarlo. Spesso è molto più complicato fare un restyling dolce ma accurato di una linea di prodotti che approcciare una creatività completamente nuova.

Una case history interessante in questo senso è il progetto della nuova linea di etichette per l’azienda Ca’Rugate, dove era fondamentale il rispetto di un mood e di un family style proprio dell’azienda che da anni era sul mercato con una certa immagine. In questo caso si è proceduto “per sottrazione” eliminando alcuni elementi barocchi e dando una linea più pulita all’etichetta (vedi immagine prima e dopo).

marketingvino

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Che bello fare nuovi clienti… un po’ di movimento, di novità.

Le prossime 14 settimane saranno di fuoco, come sempre, quando si torna dalle ferie e ci si accorge che “domani è Natale”. E al ritorno dalle ferie arrivano anche i nuovi clienti, come se si lavorasse con l’anno scolastico.

Cominciamo da una acquisizione veramente interessante: Azienda Agricola Cantrina, che conoscevamo dai tempi di un progetto di formazione sul marketing del vino organizzato dalla Provincia di Brescia, ha chiesto un intervento consultivo per una valutazione delle attuali politiche di marketing e la definizione di nuove strategie di mercato.

Al lavoro!

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