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Laboratorio di marketing internazionale low budget

Ieri ho tenuto la quarta edizione del Laboratorio di marketing internazionale low budget (i titoli utilizzati dagli enti organizzatori oscillano da “Marketing internazionale a basso budget” a “Come fare marketing internazionale con risorse ridotte”). Dopo Varese (due edizioni) e Sondrio, ieri abbiamo sperimentato a Terni.

E’ organizzato così: al mattino seminario, al pomeriggio laboratorio, cioè produzione in tempo reale, da parte di ogni azienda partecipante, di uno strumento operativo per il miglioramento del marketing internazionale e l’applicazione di pratiche adatte ai budget contenuti. Qui trovate il programma ufficiale.

Marketing a basso budget

Anche ieri i partecipanti sono stati molto disponibili, si sono messi in gioco e hanno prodotto una lista di azioni di marketing internazionale da applicare nelle proprie imprese, poi le abbiamo consolidate, condivise e discusse. Ovviamente ogni azienda ha tenuto il proprio documento, quello consolidato di ogni seminario è stato rilasciato ai partecipanti, ma mi piace sintetizzare qui di seguito le 5 azioni che sono emerse praticamente in tutti gli incontri e che combaciano perfettamente con la nostra esperienza di consulenza. Sono piccole cose che aiutano a comprimere i costi di marketing internazionale.

  1. attuare un censimento dei contenuti e delle traduzioni disponibili in azienda (e magari un database, aggiungo io). Serve a evitare disallineamenti tra gli export manager e mandare in traduzione più volte contenuti più o meno simili;
  2. creare un glossario tecnico: la traduzione di quei venti o trenta termini che ci mettono in difficoltà e sui quali abbiamo discusso a lungo va definita, fissata in un documento e diffusa su tutti coloro che maneggiano contenuti e in particolare i traduttori. Evitiamo di pagare più volte per traduzioni e ricerche, ma anche di avere traduzioni incoerenti tra un materiale e l’altro;
  3. organizzare il monitoraggio internet, almeno con l’utilizzo di Delicious e con un feed reader (banale, vero? ma quante aziende hanno un feed reader aziendale che riunisce le risorse da tenere sotto monitoraggio e quante invece una serie di “preferiti” non condivisi?). Per un vero e proprio ascolto del mercato consiglio di leggere il capitolo dedicato su “Internet PR” di Marco Massarotto e la Guida al Marketing dell’ascolto di Michele Polico;
  4. utilizzare un registratore digitale per gli appunti da prendere durante la visita alle fiere. La registrazione può essere poi condivisa in azienda come audio, essere trasformata in un documento attraverso strumenti di riconoscimento vocale, oppure essere sbobinata. A me piace quest’ultima soluzione, soprattutto se in azienda abbiamo personale giovane da formare: dopo aver sbobinato gli appunti penserà che chi li ha registrati non è completamente a posto, ma avrà preso familiarità con nomi, brand e concetti;
  5. aumentare l’utilizzo di Skype (o qualsiasi altra applicazione all’uopo indicata) per riunioni audio/video. Ci muoviamo quando siamo informati, abbiamo già discusso e manca solo il momento della negoziazione. Viaggiare costa e dobbiamo convincere gli export manager che non sempre è così cool.

1 commento

  1. ciao Bonuck, grazie della citazione 🙂 interessante il seminario del marketing low budget, ci credo molto anch’io a questi approcci!

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