Consulenza, solo per consulenti
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Quando qualcuno ha ragione (si parla del valore aggiunto della consulenza)

“Quando qualcuno ha ragione bisogna dirglielo, anche se ti rode un po’ che potevi scriverlo tu e che sono cose che vai predicando da un secolo, ma se tu non le hai scritte e lui sì…”

Nel cuore della notte italiana e nella prima mattina di una landa desolata dell’Asia Centrale, mi sono fatta questa ramanzina leggendo* l’ottimo post di Dario Ferrigato segnalato da Simone Lovati. Parla del valore aggiunto della consulenza e in sette punti sintetizza bene quali sono i vantaggi di un occhio esterno, multisettoriale, distaccato.

Non mi ritrovo tanto nel punto 5 (che in fondo riguarda più i service provider che i consulenti in particolare), nel riferimento (del resto virgolettato) all’incapacità delle risorse interne e nel consiglio finale:

Diffidate da quei consulenti che lavorano meno di 10 ore e che non lasciano trasparire passione nel loro operare.

Quindi lo riformulo a modo mio: preferite i consulenti che lasciano trasparire passione nel loro operare e non interessatevi a quante ore lavorano. Nel caso scopriste che ne lavorano meno di otto e foste soddisfatti dei risultati, chiedete loro qual è il metodo e fate includere l’applicazione per la vostra impresa nell’incarico.

* sì lo so che avevo promesso di stare a dieta di web, ma sono lontana da casa e anche un po’ stressata

3 Comments

  1. Michele says

    Cara Rita
    grazie per questo spunto di riflessione dalla landa desolata.
    I sette punti sono veri e forse si può aggiugere che il consulente è normalmente una persona che non si accontenta dell’esistente, ma si pone domande e le pone anche ai suoi clienti.
    Il consulente è uno/a che sa cosa “rompere” e non solo come “riparare”.
    E poi ci sarà una ragione se molti consulenti hanno profili Myers-Briggs INTP/INTJ.
    Tieni duro e torna a casa presto
    Michele

  2. Rita Bonucchi says

    torno, torno, in questo momento sto guardando Fatima (una consulente che ho formato a marzo) che eroga un intervento e sono vittima di uno straniamento… praticamente il corpo è suo ma esce la mia voce in russo!

  3. “preferite i consulenti che lasciano trasparire passione nel loro operare e non interessatevi a quante ore lavorano.”
    Mi piace davvero. Così si guarda finalmente a cose diverse mettendosi nelle condizioni di produrre valore, farselo riconoscere e farselo pagare.
    E’ ora di cambiare approccio e sposo radicalmente questo assunto. Il passo successivo è cominciare a parlarne e creare consenso intorno a ciò per finalmente sfatare luoghi comuni relativi ai chili di ore lavorare per fare outsourcing, cioè attività di cui in azienda preferiscono liberarsene con piacere….
    Mi accomuna con te la condizione di riflettere su queste cose quando sono lontano, in Cina e valutare come lì il valore riconosciuto alla Consulenza è spesso persino superiore a quello riconosciuto all’Università. Strano ma vero. A presto. Francesco

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