News

Dubbi sulla Iper-specializzazione (di Marzia Verga)

La settimana scorsa Apco mi ha dato la possibilità di partecipare ad un loro incontro, questa volta il tema era “L’Era dell’Iper-specializzazione… ma anche no!”.

Nel mese di luglio è stato pubblicato un articolo su Harvard Business Review su questo argomento, il quale ha impressionato alcuni dei consulenti di Apco, in modo non positivo. Qualche giorno dopo Alessandro Cravera nel suo blog http://complessita.wordpress.com/tag/alessandro-cravera/, ha commentato proprio questo articolo. Michele Coletti ha quindi proposto una serata di discussione.

La chiacchierata è stata aperta dal direttore di Harvard Business Review, Enrico Sassoon, che è stato chiamato in difesa dell’autore. Subito dopo Alessandro Cravera ha spiegato le ragioni per cui non era d’accordo. La sua cultura mi ha veramente colpito, a dire il vero mi ha lasciato praticamente a bocca aperta. Sono d’accordo su tutte le riflessioni che ha fatto.

La discussione è stata abbastanza animata, i consulenti hanno portato molti esempi di strutture in cui la iper-specializzazione deve per forza vivere e casi in cui le competenze trasversali sono più importanti. Forse la mia “cultura” tecnica non mi dà modo di comprendere e giudicare completamente quali di queste due situazioni siano le migliori in una azienda, penso però di non scoprire l’acqua calda, dicendo che sicuramente un lavoro ripetitivo e segmentato su piccolissime attività sarebbe noioso e frustrante per una persona. Sarà che nel “piccolo” della mia figura professionale quello che amo particolarmente e ho sempre amato è il dover imparare sempre cose nuove che vanno oltre alle competenze della semplice segretaria. Alcuni esempi? Popolare siti internet, costruirne alcuni attraverso CMS, scoprire come funzionano le tabelle pivot e fare un layout per una DEM.

Torno a lavorare devo scrivere un commento su un gruppo di Facebook di un cliente…