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Presentazioni più o meno tradizionali

Lunedì sera ho inaugurato il format Apco Tools: ho parlato di social network e blog per i consulenti di direzione. Mi è piaciuto praticamente tutto, i partecipanti, le domande, l’agnizione finale dall’on line all’off line con Simone Lovati, mi è solo spiaciuto dover utilizzare una presentazione tradizionale. Del resto avevamo solo due ore e temevo una platea molto variegata, quindi ho preferito non sperimentare troppo. Mentre ripenso a questo, cercando di orientarmi nella recente baraonda dei sistemi di condivisione tra un salto su FriendFeed e uno su GBuzz torno sul mio fido Google Reader e  vedo una bella presentazione di Alessandra Farabegoli proprio sul public speaking: sono d’accordo con tutto tranne sul veto agli elenchi puntati. Proprio vicino appare la presentazione di Luigi Mengato su “domare le email” , dove gli elenchi puntati ci stanno, pochi e lievi, proprio dove devono essere: magia del feed reader.

Post pigro

Questa settimana me la cavo facendo la furba, ma mi sento giustificata: ho  alcuni progetti di consulenza in fase di apertura e domani (ops vedo che è già oggi) tengo la prima giornata di un seminario che richiede sempre un lavoro mastodontico di aggiornamento (sponsorizzazione culturale applicata all’ambito delle biblioteche). Quindi faccio solo un rimando al resoconto per immagini pubblicato da Luigi Mengato (grazie Luigi! questo post pareggia lo spritz che mi devi) sul corso di orientamento alla creazione d’impresa che stiamo tenendo a Thiene per il CPV. Godendomi il montaggio delle foto ho avuto l’impressione che Luigi e io stiamo giocando a “poliziotto buono/poliziotto cattivo”: io entro in aula e  spavento i partecipanti a colpi di business plan rigorosamente in struttura gerarchizzata, poi arriva lui e me li coccola con le mappe mentali…

Libri per l’estate: cibo per la mente*

Mancano ancora due settimane alle ferie per noi, ma io per sicurezza ho cominciato a preparare un po’ di cose da leggere. Dopo anni nei quali più che vacanze ho fatto viaggi incastrati fra trasferte di lavoro, con bagagli calibrati al lumicino, preparo una vacanza stanziale. Non faccio differenza tra letture di lavoro ed extra-lavoro. Potrei direi cinicamente che tutto fa brodo e siccome si lavora con la testa e quello che vendiamo è “succo di cervello”, qualunque cosa nutra il cervello va bene. Leggo i thriller noir di Patricia Cornwell per migliorare le mie tecniche di ricerca. Più vero, però, il contrario: le letture professionali mi piacciono troppo per classificarle come lavoro. Prima di tutto un dubbio su formati, device e supporti. In attesa di capire quale lettore di ebook faccia per me (non si adombri Tombolini) porterò, contando sul fatto che saremo in auto: – alcuni ebook stampati, giusto per la soddisfazione di poterli bagnare ai bordi della piscina – alcuni libri-libri – il flybook con lo schermo adattato al sole e appiattito …