Il 21 novembre parte la seconda edizione del Master in Digital Marketing di IFAF, vedo che ne ha già parlato Roberto Venturini (lato docente), allora io scrivo qualcosa lato ex-allievo. Elisabetta Nespoli mi ha chiesto di registrare una videotestimonianza, ma dovrà aspettare perchè stamattina non ho ancora fatto amicizia con il fondotinta.

Cartone internet

Collega consulente, perchè potrebbe essere un’idea frequentare un corso come quello di IFAF? Perchè mantenere la tensione alla formazione continua e un certo grado di motivazione non è poi così semplice quando sei il capo di te stesso e perchè ogni tanto bisogna farsi qualche regalo (e questo è un bel regalo). Se la tua preparazione sul Digital Marketing ha bisogno di un tagliando, o se hai studiato marketing nell’età della pietra, facci un pensierino. I clienti ti pagano perchè porti innovazione in azienda.

Amico imprenditore, perchè  potresti prendere in esame il Master oppure un singolo intervento monografico? Perchè se vuoi veramente capire cosa vuol dire conversazione devi essere presente personalmente in rete, non puoi pensare che qualcuno lo faccia per te, il web raccontato dagli altri è una delle cose più penose e deprimenti viste in azienda. E poi potrebbe essere interessante vedere in aula le persone che poi tenteranno di convincerti a svecchiare la tua presenza sul web, forse potresti anche comprendere perchè ti sembrano un po’ fulminati. Magari ti convinci anche a togliere quella home page prima della home page e capisci che non ti serve un’introduzione in flash, visto che a me non credi. Cosa ne diresti di mandare qualcuno dei tuoi ingegneri a prendere una boccata d’aria schiodandoli dal golf del sabato?

Tanto nei sabati del master pioverà sicuramente.

Adesso ne stampo un bel po’ di copie e le lascio di nascosto in tutte le imprese che frequento, in mensa, in bacheca o alla reception, ma anche sulla scrivania del titolare, oppure le faccio cadere in quantità giù dal loggione come in una scena di “Senso”.

E’ la Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza nel lavoro (via Anna Zavaritt),  potevano anche scrivere con uno stile più diretto ma non si può avere tutto, almeno c’è scritto:

contro tutte le forme di discriminazione sul luogo di lavoro – genere, età, disabilità, etnia, fede religiosa, orientamento sessuale (…) – valorizzare le diversità all’interno dell’organizzazione aziendale, con particolare riguardo alle pari opportunità tra uomo e donna.

P7240049

A parte un manuale per le pari opportunità adatto per le grandi imprese, sul sito non ho trovato le indicazioni più quotidiane e pratiche per evitare le discriminazioni, cioè cosa può fare quotidianamente una impresa per non cascarci, ma non dispero. Anche voi intanto potete leggere la carta e fare volantinaggio: qui

Come annunciato, abbiamo messo mano all’immagine coordinata di Bonucchi e associati. Più precisamente, Room Corporation, cui si deve la paternità della vecchia corporate identity, ha pazientemente lavorato di proposte e mi ha rincorso di approvazione in approvazione. Il vecchio lavanda, poi corrotto quando la carta martellata originaria era diventata introvabile, è ora più intenso, quasi carta da zucchero ma non lilla  (insomma Pantone 2716 U):  un colore  che non so descrivere ma mi piace. Inoltre, da un marchio inserito in un quadrato siamo passati a un bollo dove la B diventa quasi una beta, proprio come nella mia firma.

PA080109

Prima o poi colore istituzionale e bollo invaderanno anche questo blog, siete avvertiti.

Questa settimana me la cavo facendo la furba, ma mi sento giustificata: ho  alcuni progetti di consulenza in fase di apertura e domani (ops vedo che è già oggi) tengo la prima giornata di un seminario che richiede sempre un lavoro mastodontico di aggiornamento (sponsorizzazione culturale applicata all’ambito delle biblioteche). Quindi faccio solo un rimando al resoconto per immagini pubblicato da Luigi Mengato (grazie Luigi! questo post pareggia lo spritz che mi devi) sul corso di orientamento alla creazione d’impresa che stiamo tenendo a Thiene per il CPV.

Godendomi il montaggio delle foto ho avuto l’impressione che Luigi e io stiamo giocando a “poliziotto buono/poliziotto cattivo”: io entro in aula e  spavento i partecipanti a colpi di business plan rigorosamente in struttura gerarchizzata, poi arriva lui e me li coccola con le mappe mentali

Disclaimer per aspiranti imprenditori e responsabili marketing: non fate naming come descritto di seguito, meglio seguire le indicazioni di Interbrand o di Nomen, o chiedere aiuto a Beatrice Ferrari.

Sollecitata dal curioso Beppe (che si è amaramente pentito di avermi interrogato) e punzecchiata da Filippo, ho deciso di chiarire una volta per tutte perchè Bonucchi e associati srl si chiama Bonucchi e associati.

Tanti tanti anni fa, quando lavoravo in azienda, casa mia era luogo di aggregazione e cene praticamente settimanali riservate al gruppo degli expat (cioè non vicentini). Non erano cene formali e venivano decise al volo tra un ufficio e l’altro, preferibilmente nel giorno che precedeva l’apparizione della super colf, la sig.ra Francesca. Successe che qualcuno, non volendo sembrare troppo esplicito davanti a consulenti o fornitori, invece che chiedere “andiamo a cena da Rita” cominciò a dire “stasera c’è una conferenza da Bonucchi e associati” oppure “ci sei alla riunione da Bonucchi e associati?”. Il riferimento scherzoso era certamente la struttura che ci forniva servizi di ufficio stampa, Meneghini e associati.

Qualche anno più tardi, dopo una diaspora generale, qualcuno lavorava a New York e qualcuno a Ortisei. Usavamo il fax per stare in contatto e quasi tutti lo avevamo anche a casa. Io avevo un aggeggio monumentale Panasonic, i fax che ne uscivano avevano la copertina che indicava

to the kind attention of: dott. Bonucchi

company: Bonucchi e associati

Naturale che quando ho deciso di mettermi in proprio non mi sia nemmeno passato per la testa di attivare un processo di naming, un po’ per scaramanzia e un po’ per scherzo poteva chiamarsi solo Bonucchi e associati.

Tirata in ballo da Adalberto, che attribuisce a me il contatto con Kiva, ho attivato un nuovo miniprestito, che gli altri erano stati restituiti. Questa volta ho iniziato da Sokhoeun Long, una signora cambogiana che deve rinnovare la propria azienda agricola e comprare un po’ di maialini, volevo coinvolgervi ma vedo che da sabato ha già trovato tutte le risorse necessarie.

Potete aiutare altre imprenditrici con il microcredito, bastano pochi clic. Cosa ne dite di Kossiwa Wonyakou oppure di Suititi Taioalo? Altrimenti date un’occhiata qui per scegliere.

Mi piace la definizione del blog come luogo centrale della comunicazione, dai vabbè chiamiamolo hub che ci capiamo meglio.

Da leggere questo articolo di CdMS (via Mushin) ,

Forse un po’ ottimista, ma risponde bene alle obiezioni dei nostri clienti che non hanno optato per un corporate blog e ora chiedono “ma fare un blog adesso con tanto microblogging in giro ha un senso?”

24 (ventiquattro) anni fa mi presento alle 7.50, a Vicenza,  in un’azienda cosmetica oggi parte di un gruppo lombardo. 23 anni, con la frangia ne dimostro 18, però mi sono vestita da donna in carriera, ho con me il contratto firmato a luglio (lavoro subordinato a tempo indeterminato, stipendio netto L. 900.000 x 13, contratto chimici), un blocco Pigna a quadretti e una bic (non si sa mai), un vasetto di miele che nel mio primo giorno che abito da sola non sono riuscita ad aprire e per il quale intendo chiedere aiuto.

Dopo la responsabile del personale chiedo di vedere il mio capo, quel britannico ex JWT che al secondo colloquio mi ha sconsigliato di accettare l’offerta argomentando, nel suo italiano creativo: “tu sei chiodo troppo grosso per questo buco”. Oggi non c’è, c’è una lettera di benvenuto con i primi compiti da “assistente all’Ufficio Pubblicità”, iniziare a impostare l’archivio degli esecutivi e preparare il folder per l’Ing. Taldeitali. Cos’è un esecutivo? Cos’è un folder? Ma Alessandra la segretaria mi rincuora e mi porta un caffè nella tazzina di porcellana. In futuro non mi lascerà praticamente toccare la macchina da scrivere, troppa tecnologia, mi costringerà a chiedere un personal computer. Comincio a fare il giro degli uffici per presentarmi, dopo i saluti molti vanno avanti in dialetto vicentino, mi avevano chiesto ai colloqui com’era il mio inglese, bah. Le ragazze dell’estero mi dicono che solo loro sanno fare i telex e dovrò chiedere, è una cosa difficile e tu se hai fatto il classico non puoi. Oggi è arrivato un nuovo aggeggio, si chiama fax. Non chiamare in Spagna al mattino che le linee non prendono. Non hai il camice? No. Sei una dottoressa? Non ancora. Allora ti daranno il camice e poi se lavori come fai a finire l’università.

L’ho finita l’università, ne ho anche iniziata e finita un’altra, ma i telex non li so fare, il camice me lo hanno dato per entrare in laboratorio, con le mie cifre ricamate e le spalline imbottite, ho imparato cos’erano gli esecutivi, scritto un ettaro di testi, dribblato l’Autodisciplina, imparato a lavorare contemporaneamente a Milano e Vicenza quando internet non c’era, scoperto che la camera dell’hotel a Madrid era notevolmente più grande di casa mia, trattato diritti per natiche e gambe, abbronzato da me le modelle con un prodotto pieno di pagliuzze dorate per risparmiare, fatto un casting a Jean Marie Marion, girato con la troupe in straordinario, impostato il piano mezzi in Lotus 123 (e il presidente mi ha aumentato lo stipendio quando l’ha visto),  impostato presentazioni con StoryBoard (antenato di Power Point), visto il mio capo andarsene da un giorno all’altro, pulito l’ufficio trovando il mio profilo stilato dalla psicologa della società di selezione, gestito gare con agenzie di pubblicità, corretto bozze allo sfinimento, inventato nomi di fondotinta, assaggiato la crema giorno come la nutella, visitato le farmacie di mezzo mondo, litigato con dirigenti stronzi, fatto la stronza con dirigenti, truccato tutte le impiegate con i nuovi mascara, trattato con distributori finlandesi, creato il database dei campioni della concorrenza, presa la responsabilità dell’ufficio, scritto il primo piano di comunicazione di quell’azienda,  scritto il primo piano marketing, ricevuto nuovi biglietti da visita “scriviamo direttrice o  direttore marketing?”,  selezionato product manager, impostato budget, tagliato budget, lottato sui centri di costo, vomitato briefing, headline, body-copy, pay-off, packshot, pre-production meeting, shooting, odiato le foto scontornate e le traduzioni fatte male, prodotto lucidi, sputtanato qualcuno che si credeva troppo furbo, aiutato qualcuno che era solo in un momento un po’ così, sbagliato un sacco di roba, corretto tanto, scoperto  il soffitto di cristallo, sbattuto la porta per innamorarmi di un’altra azienda, ma questa è un’altra storia.

Ogni anno, il 9 settembre ci penso e mi fermo a sorridere e pensare a come era diverso allora il mondo del lavoro, alla fortuna di aver incontrato un capo incredibile anche se per troppo poco tempo, a quanto sia difficile oggi dare le stesse cose a chi comincia. E spesso, quando leggo un curriculum, mi chiedo com’è stato il primo giorno.

Il monitoraggio e  l’aggiornamento sulle nuove tecniche di marketing si fa anche off line.

Monitoraggio off line

PS: La foto è stata scattata in centro a Sesto Calende il 04/09/09

Se state pensando già alle prossime vacanze studio, il nostro collega Michele Coletti ci ha dato una buona idea: la Grenoble Graduate School of Business in collaborazione l’IMI University Centre organizzano “Business development in the tourist industry” dal giorno 27/12/09 al 10/01/10.
Gli argomenti che verranno toccati sono: pianificazione strategica dell’industria del turismo, tendenze del mercato, ruolo del turismo sostenibile, tecnologie per la promozione e la gestione delle attività.

Grenoble

Una particolarità: la prima settimana di lezioni si terrà a Grenoble, nella seconda, invece, i partecipanti soggiorneranno nello Ski Resort dell’Alpe di Huez, agli incontri mattutini con docenti e responsabili locali del turismo seguirà nel pomeriggio la possibilità di sciare su bellissime piste (ski pass e noleggio attrezzature inclusi).
Per chi si iscriverà nel mese di settembre ci sarà lo sconto del 10%.
Altre informazioni su http://www.grenoble-em.com/652-international-winter-schools-2.aspx.

View Rita Bonucchi's profile on LinkedIn
Chat with us
Bookmark and Share
I dati obbligatori sono nella pagina Sentiamoci

Categorie

Bonucchi e associati è tra i sostenitori di