La Camera di Commercio di Verona e Verona Innovazione hanno organizzato un workshop per raccontare il progetto europeo Wood2Good e approfondire il tema della sosteniblità, qualità e innovazione nel settore legno e mobile.
Interverranno Filippo Berto (Berto Salotti), Andrea Carbone (Formabilio srl), Pierluigi Zanini (Zanini Alcide snc), Rita Bonucchi (Bonucchi e associati srl) modererà la serata.
L’evento si terrà il 07/07/14 alle ore 18:30 presso l’Area Fieristica di Cerea in Via Liberta, 57. A questo link trovate il modulo di iscrizione.

La postfazione di Paolo Gubitta all’ebook Internazionalizzazione a Nordest di Diego Campagnolo:

L’internazionalizzazione è un ambito che non smette mai di sorprendere gli studiosi di management.

Da una parte, si tratta di una tematica consolidata e sulla quale da molti anni si continuano a scrivere libri, articoli e ricerche: tutto o quasi quel che c’è da sapere è già scritto.

Su questo fronte, la ricerca coordinata da Diego Campagnolo, soprattutto nella parte qualitativa dedicata all’analisi dei quattro case studies, ha il merito di approfondire il processo con il quale le imprese perseguono l’obiettivo di internazionalizzarsi e si appropriano del valore generato da tali strategie: emerge la varietà dei percorsi possibili e implicitamente suggerisce che questa opzione è potenzialmente alla portata di tutte le imprese. La barriera iniziale per l’internazionalizzazione non è tanto dimensionale, quanto gestionale e cognitiva: saper scegliere le soluzioni organizzative più adatte, dotarsi delle competenze manageriali adeguate e individuare le modalità di governo più efficaci per soddisfare il crescente fabbisogno di coordinamento e controllo.

Dall’altra parte, stanno prendendo corpo alcuni trend che sembrano poter incidere in modo pesante sulle strategie e sull’organizzazione dei percorsi di internazionalizzazione, anche mettendo in discussione assunti consolidati.

Su questo fronte, tra i diversi fenomeni in atto ne segnalo due.

Il primo riguarda la volatilità dei mercati, e quindi la scelta dei mercati per i quali strutturare reti commerciali e di vendita o nei quali localizzare le sedi produttive. È sotto gli occhi di tutti il fatto che le cosiddette economie emergenti, che promettevano lunghe fasi di sviluppo, in realtà stanno rivedendo al ribasso i tassi di crescita. Nello stesso tempo, secondo alcuni osservatori, si stanno aprendo interessanti opportunità nei mercati tradizionali, come alcuni Paesi europei dove iniziano a manifestarsi gli effetti delle riforme introdotte negli anni successivi alla crisi che si è aperta nel 2008. In questo scenario, scegliere la strada delle alleanze e delle collaborazioni, invece di procedere attraverso la creazione di sedi proprie o l’acquisizione di aziende già esistenti, può contenere il rischio dell’investimento.

Il secondo fenomeno riguarda la direzione dei percorsi di internazionalizzazione. Negli ultimi tempi, anche in Italia, si stanno verificando casi di rilocalizzazione (back reshoring), cioè del rientro nel suolo nazionale di alcune produzioni prima delocalizzate. Un gruppo di studiosi italiani (denominato Uni-CLUB MoRe Back-reshoring) sta analizzando questi episodi e indica diversi motivi per il rimpatrio: costi della logistica proibitivi; diminuzione dei differenziali nel costo del lavoro; valore del brand “Made in”, inteso come produzione italiana al 100%; tempi di reazione al mercato troppo lunghi dovuti alla distanza tra sedi produttive all’estero e centri di ricerca e sviluppo in Italia.

Guardando alle direzioni dell’internazionalizzazione, però, l’aspetto più sfidante è il next-shoring(definito anche mart-shoring): la produzione manifatturiera tende sempre più a localizzarsi in prossimità dei mercati dove si concentra la domanda (che per le ragioni dette sopra sono piuttosto volatili) e nei luoghi a maggiore potenziale di innovazione. Riusciranno a cogliere le occasioni che si presenteranno solo le imprese che disporranno di competenze relazionali evolute, in quanto dovranno replicare in luoghi lontani e poco conosciuti il sistema di relazioni di fornitura di cui si avvalgono in patria.

Le vie dell’internazionalizzazione sono veramente infinite e ci sono spazi per ulteriori approfondimenti, che auspico possano essere realizzati in futuro, mettendo insieme gli sforzi e gli investimenti che i numerosi attori pubblici e privati del Nordest (e non solo) stanno già realizzando.

Riportiamo l’introduzione dei nostri “compagni di viaggio” Carlo Scarpa e Alessandro Vasta di Tonucci&Partners, pubblicata nell’ebook “Internazionalizzazione a Nordest”, autore Diego Campagnolo:

Una ricerca per trovare delle risposte

Spesso, lavorando spalla a spalla nel settore legale della internazionalizzazione delle aziende, ci siamo chiesti come queste ultime si stiano evolvendo a fronte di una crisi selettiva e durissima.

La nostra curiosità si è manifestata più volte anche parlando con professionisti di altri settori. Via via nel tempo le domande si sono accumulate.

Come nasce in un’azienda il progetto di internazionalizzare e come si sviluppa? È sempre un caso o il frutto di una idea e di una risposta istintiva dell’imprenditore alla crisi del mercato nazionale?

Andare all’estero è conseguenza di una cultura odierna, che dice che il mercato interno è finito, oppure si fa a fronte di strategie oculate ed analisi economiche precise? E chi sono le persone che svolgono questa impresa da viaggiatori emigranti temporanei? Quando hanno un problema a chi si rivolgono per ottenere consigli o indicazioni prima, durante e dopo?

Nella nostra esperienza ultra-ventennale la casistica era riconducibile a molti esempi; l’imprenditore che si lamenta di essere stato ingannato dall’amministratore infedele in Romania o in Ucraina, la programmazione di operazioni di acquisizione societarie in Croazia, Slovacchia o Polonia, passando per la Spagna, gli Stati Uniti o l’Argentina, l’assistenza in complesse iniziative di sviluppo commerciali in Russia o Far East. Ovviamente oltre alla nostra esperienza particolare ci volevano delle risposte inquadrate in un panorama più ampio e più scientifico.

Quando le nostre curiosità si sono incrociate con quelle di classificazione marketing di Rita Bonucchi e poi con l’istinto di indagine di Diego Campagnolo e Paolo Gubitta, docenti dell’Università di Padova e della Fondazione CUOA, ne è nata la ricerca Becoming International.

Lavorando gomito a gomito con queste persone, la ricerca da idea è divenuta realtà. Per noi, avvocati per professione, è divenuta anche una possibilità nuova di esplorazione, non solo dell’oggetto della ricerca medesima, cioè delle aziende trivenete, ma anche di come si svolga una indagine empirica sul campo. Una possibilità di capire meglio la realtà, interpretando le tendenze dei nostri clienti, ma anche di intendere cosa necessitino in base alle loro motivazioni, pressioni, necessità e programmi.

La fine non era nota! La ricerca ha avuto una bella evoluzione, ora diventerà un ebook, di cui siamo fieri.

Le conclusioni della ricerca ci rendono più consci che le aziende hanno una evoluzione differenziata, spesso caotica, ma con trend comuni. Una dinamica comunque indice di una forza indomita e vitale, che resiste e rilancia anche in momenti bui, con una passione che ci stimola a continuare nella nostra attività con entusiasmo.

Carlo Scarpa

Alessandro Vasta

Finalmente è uscito l’ebook di Diego Campagnolo basato su Becoming International, la ricerca sull’internazionalizzazione alla quale Bonucchi e associati srl ha collaborato con Tonucci&Partners e Fondazione Cuoa.

Ecco l’introduzione di Rita Bonucchi:

“L’internazionalizzazione è il mio lavoro e la mia passione, praticata sulla mia struttura e sulle aziende per le quali lavoro. La mia attività, prevalentemente orientata all’internazionalizzazione, oscilla quotidianamente tra docenza e consulenza. In entrambi i momenti, mi trovo spesso a citare e utilizzare ricerche per contestualizzare analisi e raccomandazioni strategiche di marketing internazionale: occorre sempre evitare di limitarsi alle proprie esperienze dirette e al proprio punto di osservazione.

Mancava, a mio parere, un lavoro sulle imprese manifatturiere del Triveneto, sui fattori critici del successo all’estero e sulle modalità d’ingresso nei mercati, qualcosa di contemporaneo e focalizzato, utile per capire cosa caratterizza le decisioni, i comportamenti e gli strumenti delle aziende che “ce l’hanno fatta”.

Per questo ho proposto a Carlo Scarpa e Alessandro Vasta, della sede di Padova di Tonucci & Partners, un primo progetto di ricerca. Insieme abbiamo poi deciso di rivolgerci a Paolo Gubitta e Diego Campagnolo, identificando nel CUOA l’osservatorio privilegiato per una ricerca come questa e l’interlocutore ideale per le imprese del Triveneto.

Così il progetto si è trasformato in Becoming International: è stata definita la metodologia, le priorità tra le aree da investigare, i casi da approfondire, il rapporto con le ricerche già disponibili. Già durante lo svolgimento sono emerse informazioni fondamentali sulla dinamica dei risultati, le modalità di ingresso più praticate, gli ostacoli maggiormente percepiti dalle imprese, le aree geografiche più considerate, le professionalità esterne cruciali per l’internazionalizzazione.

Becoming International ora diventa un ebook, destinato a diffondere i risultati della ricerca, che mi rende orgogliosa per i suoi contenuti e contenta di avere uno strumento in più per aumentare la conoscenza sull’internazionalizzazione e condividerlo con la comunità che, ogni giorno, lavora per migliorare la competitività delle nostre aziende e assicurarne lo sviluppo sui mercati internazionali.”

Per acquistare l’ebook Internazionalizzazione a Nordest basta andare su Post Editori. Se avete un Kindle potete convertire l’ebook con l’app Convert EPUB to MOBI, se, invece, volete leggere il formato ePub  su pc potete utilizzare l’app Readium.

 

Non scriviamo quasi dove siamo e cosa facciamo, probabilmente per non spaventarci…
Le prossime settimane, però, sono piene di momenti di formazione ed eventi aperti al pubblico.
Ecco l’elenco delle iniziative dove troverete Rita e i nostri consulenti, in particolare vi consigliamo di dare un’occhiata ai programmi degli Short Master legati al tema Expo organizzati con Verona Innovazione:

+8,3% è la percentuale di incremento delle esportazioni di beni previsto nel 2015 dal Rapporto Export SACE 2014: uguale al decimale, per entrambi i paesi 

Thailandia e Malaysia sono uguali nel ritmo di crescita e nell’interesse che devono suscitare nelle nostre imprese per le potenzialità che rappresentano. Sono molto simili anche nell’efficacia dei piani di attrazione degli investimenti, che conducono in maniera molto competitiva, con agevolazioni, contributi e trattamenti fiscali favorevoli.

Sono queste le ragioni che ci hanno spinto insieme a Brescia Export a organizzare una missione commerciale nel mese di settembre 2014, per entrambe ci sarà la possibilità di coprire parte dei costi attraverso i voucher multiservizi a sostegno dell’internazionalizzazione.

Tutti i dettagli li potete trovare sul sito di Brescia Export.

Vorreste sapere quali sono i principali strumenti di Web 2.0 a disposizione delle PMI per l’internazionalizzazione? Oppure vi chiedete spesso che utilità può avere Linkedin per l’internazionalizzazione?
Durante  la giornata di formazione organizzata da Brescia Export del giorno 27/03/14 si toccheranno questi argomenti e molti altri sul “Web e Social Media per l’internazionalizzazione delle PMI”. In più potrebbe essere la vostra occasione per incontrare Rita, visto che è la docente.

Nella prima uscita di iTalent potete trovare l’articolo di Rita dal titolo: Internazionalizzazione back to basics

(…) Non si parla d’altro: internazionalizzazione come unica opzione per la sopravvivenza della nostra economia.
Fioccano le iniziative e ogni progetto/corso/incontro contiene la parola “internazionalizzazione” nel titolo.

L’interesse per tutto ciò che riguarda i mercati esteri è comprensibile, ma comporta anche un rischio: quello di banalizzare il processo attraverso il quale le nostre imprese possono sfruttare le opportunità rappresentate dall’export e le complesse strategie sottese alla presenza al di la del mercato domestico. (…)

Continua a leggere…

 

Questo è uno dei quesiti che verranno esaminati durante il corso executive di marketing internazionale presso NIBI. Ho scritto alcune note sui principali utilizzi di Linkedin, perché la conoscenza e l’utilizzo dei social network per il business costituiscono il primo passo, estremamente pragmatico e accessibile, per migliorare i processi di marketing internazionale.

Sono pubblicati sugli approfondimenti NIBI sul sito di PROMOS

Venerdì 28/02/14 Nibi ha organizzato un Webinar per la promozione del Corso Executive Marketing Internazionale, Elena Farinelli ha dato qualche piccolo suggerimento come preview di quello che succederà al corso. Ha spiegato l’importanza dell’utilizzo degli strumenti di Google per le ricerche all’estero, veramente degli ottimi spunti pratici.
Nel corso che si svolgerà in formula week end è coinvolta anche Rita come docente, l’obiettivo di tutto il percorso è quello di fornire un mix di conoscenze teoriche e strumenti operativi per formulare piani di marketing per i mercati esteri.
Potete trovare maggiori informazioni sul sito di Nibi.

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Ebook Internazionalizzazione nel Nordest

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